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27 Marzo 2026
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Calabria
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Regione, respinti gli emendamenti sui sottosegretari. Bruno: “Sono senza funzioni, solo costi” 

La Prima Commissione boccia le proposte del gruppo "Tridico Presidente" per dimezzare i costi dei due nuovi incarichi. Il capogruppo lancia l'allarme: sprechi intollerabili di fronte alle emergenze del territorio.

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Il dibattito sulla proposta di legge numero 58, che prevede l’istituzione di due nuove figure di sottosegretario in Regione Calabria, si accende e spacca la Prima Commissione. L’organismo consiliare ha infatti respinto, con quattro voti contrari e due favorevoli, il pacchetto di cinque emendamenti presentati dal gruppo “Tridico Presidente”, a firma del capogruppo Enzo Bruno e dei consiglieri Francesco De Cicco e Giuseppe Ranuccio. L’opposizione mirava a mitigare l’impatto economico e burocratico della nuova normativa, ma il muro della maggioranza ha blindato il testo originario senza concedere margini di trattativa.

Secondo il capogruppo Enzo Bruno si tratterebbe di un mero esercizio di potere autoreferenziale che allontana ulteriormente le istituzioni dalla cittadinanza. Il consigliere ha espresso parole durissime verso il provvedimento, sottolineando la distanza siderale tra le manovre di palazzo e le reali urgenze quotidiane dei calabresi. “La Calabria non ha bisogno di operazioni di “maquillage” burocratico né di nuove poltrone”.

Il nodo dei costi e il fantasma dell’antipolitica

Al centro delle contestazioni mosse dalle minoranze non c’è solo un principio di opportunità politica, ma un preciso calcolo economico che graverebbe pesantemente sulle casse pubbliche. La reintroduzione di figure precedentemente abolite viene letta come un passo indietro amministrativo, privo di reali giustificazioni funzionali o di efficienza burocratica. Non avendo deleghe assessorili né poteri dirigenziali, i sottosegretari si configurerebbero come semplici assistenti politici della presidenza, ma dotati di apparati e indennità paragonabili a quelli della giunta.

I calcoli esposti dall’opposizione parlano di una spesa complessiva che si aggira intorno al milione di euro, una cifra ritenuta intollerabile in un contesto regionale segnato da storiche carenze nei servizi e da un fragile assetto idrogeologico. Tali risorse, secondo la tesi di Bruno, avrebbero dovuto trovare un impiego differente e più nobile, orientato alla messa in sicurezza dei fiumi e alla sanità territoriale. “Queste operazioni contribuiscono ad accrescere l’antipolitica. Noi lo diciamo con grande serenità, esercitando il nostro ruolo di opposizione: in questo momento i calabresi hanno bisogno di risposte concrete, non di nuove figure prive di reale rilievo istituzionale”.

Le proposte dell’opposizione per limitare le spese

Preso atto della volontà politica della maggioranza di procedere comunque all’approvazione della legge, il gruppo consiliare di opposizione aveva tentato la via della mediazione finanziaria attraverso gli emendamenti bocciati. Le proposte bocciate in Commissione prevedevano un taglio lineare delle indennità fino al 50%, la cancellazione delle spese accessorie di rappresentanza e il divieto di assumere collaboratori esterni, obbligando i futuri sottosegretari ad avvalersi esclusivamente del personale regionale già in organico.

L’obiettivo dichiarato era quello di evitare la proliferazione di costose strutture di staff parallele a quelle degli assessorati. Respinti questi correttivi di sobrietà finanziaria, la battaglia si sposta ora nelle successive sedute istituzionali, dove l’opposizione promette di mantenere alta la guardia e di vigilare affinché il dibattito pubblico resti ancorato alle reali emergenze della Calabria. “Continueremo a fare la nostra parte, portando proposte concrete e contribuendo al dibattito con spirito costruttivo, nel pieno rispetto del ruolo che ci è stato affidato”.

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