Il dibattito politico sulla mobilità a Rende si sposta bruscamente dai progetti avveniristici alle criticità del servizio quotidiano. L’affondo dell’opposizione, firmato dai rappresentanti di “Futuro” e “Fratelli d’Italia”, punta l’indice contro una serie di modifiche ai percorsi del Trasporto Pubblico Locale (Tpl) che sarebbero state introdotte senza il necessario supporto documentale e autorizzativo. Secondo Marco Ghionna, Gianluca Garritano ed Eugenio Trombino, la narrazione trionfalistica del futuro sistema BRT (Bus Rapid Transit) servirebbe a distogliere l’attenzione da una gestione attuale caratterizzata da improvvisazione e mancanza di trasparenza.
Il rebus dei documenti e il silenzio degli uffici
Il cuore della polemica risiede nella presunta inaccessibilità degli atti amministrativi. Da oltre due mesi, la minoranza riferisce di aver presentato richieste formali per ottenere ordinanze, autorizzazioni regionali e i presupposti tecnici che hanno giustificato lo stravolgimento delle linee urbane. La denuncia è netta: nonostante il tempo trascorso, agli uffici competenti non sarebbe corrisposta alcuna risposta verso i consiglieri. L’accusa non è solo politica, ma investe la legittimità delle decisioni adottate, sollevando dubbi sulla solidità amministrativa dei provvedimenti che regolano il traffico cittadino.
Annunci milionari e discrepanze di bilancio sul progetto BRT
L’analisi dell’opposizione si sposta poi sul piano finanziario, mettendo in discussione la sostenibilità economica dei grandi progetti promossi dall’amministrazione. Se da un lato si parla con enfasi di un investimento complessivo da 30 milioni di euro per il potenziamento dei trasporti, i firmatari della nota osservano come le cifre attualmente reperibili nei bilanci siano decisamente più contenute. Le somme disponibili si fermerebbero, “sulla carta”, a circa 8 milioni. Questa discrepanza tra gli annunci mediatici e la realtà contabile imporrebbe, secondo i consiglieri, un atteggiamento di maggiore cautela e onestà verso la cittadinanza.
Disagi concreti: studenti e pendolari in attesa su Viale Principe
Oltre alla battaglia burocratica, la nota evidenzia le ricadute pratiche della nuova mobilità sulla vita dei cittadini. Le critiche più feroci riguardano l’istituzione di nuove fermate che risulterebbero carenti della segnaletica orizzontale e verticale obbligatoria per legge. La situazione viene descritta come paradossale: studenti e pendolari sarebbero stati lasciati su Viale Principe tra fermate improvvisate e percorsi incerti. Per tamponare le inefficienze create dal nuovo assetto, l’amministrazione avrebbe attivato un servizio di navette di collegamento; una scelta che l’opposizione contesta non solo per l’efficacia, ma anche per l’aggravio di costi che comporta per le casse comunali.
Scontro aperto sulla trasparenza in Consiglio comunale
Nel mirino dei consiglieri finisce anche la gestione politica dell’assessore Cuzzocrea, accusato di prediligere la sovraesposizione comunicativa rispetto alla precisione amministrativa. Il documento richiama quanto accaduto nelle ultime sedute consiliari, dove la mancanza di chiarimenti documentali avrebbe costretto il sindaco a intervenire in prima persona. Un intervento che, secondo Ghionna, Garritano e Trombino, non avrebbe dissipato le ombre, ma anzi confermato l’impossibilità dell’assessore di fornire spiegazioni puntuali. La sintesi politica della denuncia è racchiusa in un principio cardine: senza atti non c’è trasparenza, senza trasparenza non c’è buona amministrazione.







