Inutile girarci intorno, è stata una dimostrazione di forza pazzesca quella data da Sandro Principe ieri sera in un Cinema Teatro Garden di Rende in versione Bombonera.
Un colpo d’occhio talmente eloquente da aver contaminato la time line di Facebook sin dalla nottata di ieri, con scatti e clip che restituiscono l’umanità varia di una platea che, giustamente, spaventa quel che rimane dei partiti, sia di centrodestra che di centrosinistra.
Una lezione (crudele) alla politica che lo aveva rottamato
Qualcuno l’ha definita anche una lezione morale in piena regola. E crudele, tanto crudele per i cacicchi vecchi e nuovi (perché ce ne sono anche di giovani, ahinoi…) di area progressista che avevano frettolosamente archiviato l’ex parlamentare sulla convinzione errata (e stupidina) che questi fosse ormai un leader bollito, desueto, senza appeal, salvo dover fare i conti con una verità che nessun pregiudizio, nessun procedimento giudiziario, nessuna retorica giovanilista può estirpare:
non puoi rottamare un uomo-movimento come Principe, per di più a casa sua, senza far ridere i polli. E senza rischiare di attirarti le ire di Roma.
Perché se i Dem prenderanno una scoppola, per colpa dell’impuntatura di qualche intoccabile, cambieranno un po’ di cose, da subito, sibila più di qualche voce vicina al Nazareno.
Tra dissapori e rimpianti, Sandro il federatore
Principe lo sa e incanala rimpianti e dissapori lungo la sua strada, con l’aiuto più o meno indiretto di tanti non belligeranti che un tempo gli preferirono l’ex sindaco Manna.
Ieri, il già assessore alla cultura nella giunta regionale a guida Loiero, ha distillato per un’oretta succo di sostanza politica, una rarità nell’epoca della pervasività social, dove si stenta a distinguere un profilo Instagram da una persona in carne e ossa, dove l’orazione comiziale – fateci caso – è una sorta di patchwork di slogan, nel migliore dei casi di luoghi comuni pescati qua e là, che scivolano a velocità da Formula 1 sulla già flebile attenzione dell’opinione pubblica.
Match oratorio vinto: visione, libertà, attacchi alla Cittadella
Principe il match oratorio l’ha già vinto, per visione, per capacità di coinvolgimento e per quella sua libertà – molto gradita presso tanta società rendese – di indirizzare stilettate alla Cittadella, verso cui tanti amministratori, anche di centrosinistra, nutrono un servile timore reverenziale: “Noi no, noi non abbiamo padroni e non saremo i burattini di nessuno.”
Ma l’ha vinto anche perché ha spiegato e continuerà a spiegare ai giovani che Rende, che la punta di diamante europea dell’urbanistica moderna, “l’abbiamo costruita noi, ne conosciamo la struttura, le origini e i margini di sviluppo futuri.”
Nessun amarcord, solo futuro
Nessuna operazione nostalgia, nessun amarcord, vietato bearsi del passato, solo futuro. Da qui, tuttavia, a dire che le prossime elezioni amministrative saranno una scampagnata per il vulcanico leader socialista che il centrosinistra ufficiale non ha voluto, ce ne passa.
Uno sposalizio laico con l’elettorato deluso
Le dinamiche elettorali sono tante e imprevedibili in una città viva e complessa come Rende, e poi manca ancora un po’ ai giorni della verità.
Tutto può succedere.
Tutto tranne una cosa, che è già successa: lo sposalizio (laico) tra Principe e un buon campione di elettorato di centrosinistra, che certe scelte autolesioniste piovute dall’alto non le ha comprese.
I moderati disorientati? Al Garden c’erano anche loro
Ma attenzione anche agli elettori moderati, che non si riconoscono più in certi partiti-caserma dell’attuale maggioranza regionale: ieri al Garden di Rende ce n’erano diversi…







