Fa discutere la decisione dell’Azienda sanitaria provinciale di Reggio Calabria di querelare ben 2.400 cittadini di Polistena. Si tratta dei firmatari di un documento promosso dal Comitato spontaneo di tutela della salute, in cui venivano denunciati presunti disservizi nella gestione dell’ospedale cittadino.
Una scelta che ha immediatamente acceso lo scontro politico e istituzionale, trasformando una vertenza sanitaria in un caso regionale. Non un singolo esposto, ma un’intera comunità finita sotto accusa per aver espresso critiche.
L’attacco del Pd: “Atto gravissimo e intollerabile”
Durissima la reazione del segretario regionale del Partito democratico, Nicola Irto, che parla senza mezzi termini di una deriva preoccupante. “È gravissimo e intollerabile colpire 2.400 cittadini che hanno espresso un dissenso legittimo”, afferma il senatore.
Secondo Irto, l’iniziativa dell’Asp rappresenta un pericoloso precedente: “Così si imbavaglia una comunità e si incrina il rapporto con le istituzioni pubbliche”.
Parole che sottolineano un punto politico preciso: il conflitto non è solo sulla sanità, ma sul diritto dei cittadini di partecipare e criticare.
“Serve confronto, non repressione”
Nel mirino del Pd finisce soprattutto l’approccio adottato dai vertici aziendali. “I responsabili dovrebbero accettare il confronto, non nascondere la realtà”, incalza Irto, che invita l’Asp a cambiare rotta.
L’accusa è chiara: “Hanno scelto di imbavagliare il dissenso invece di ascoltare il territorio”. Una linea che, secondo il segretario dem, rischia di trasformare un problema sanitario in una frattura democratica.
Solidarietà ai cittadini e scontro destinato a crescere
Il Pd Calabria ha espresso “solidarietà incondizionata” al comitato e a tutti i cittadini coinvolti, rilanciando la necessità di trasparenza e risposte concrete sulla sanità territoriale.
Irto si schiera apertamente: “Mi sento idealmente tra i 2.400 firmatari”, dichiarando di condividere le richieste di verità e dignità per la sanità pubblica.
La vicenda, intanto, è destinata a far discutere ancora. Perché al centro non c’è solo la gestione di un ospedale, ma il confine tra diritto di critica e reazione delle istituzioni.








