La questione del debito sanitario calabrese compie un salto istituzionale, passando dal Consiglio regionale al Senato della Repubblica. Tutto prende avvio dalla mozione presentata lo scorso 25 febbraio dalla consigliera regionale di Casa Riformista – Italia Viva Calabria, Filomena Greco, che chiedeva l’apertura di un confronto con il Governo nazionale sulla corresponsabilità dello Stato nella gestione del debito maturato durante il commissariamento.
Il nodo del commissariamento sanitario
Dal 2010 la sanità calabrese è stata affidata a una gestione commissariale con poteri estesi su organizzazione, spesa e personale. In questo lungo periodo, secondo quanto riportato, si sarebbe consolidata una significativa massa debitoria, accompagnata da un aumento della pressione fiscale regionale e da una profonda riorganizzazione del sistema sanitario, con la chiusura di numerosi presidi ospedalieri e il blocco del turnover del personale.
La mozione evidenziava come tali scelte, adottate sotto guida statale, abbiano inciso in modo strutturale sull’assetto del sistema sanitario regionale, con effetti ancora oggi visibili in termini di servizi e mobilità sanitaria.
L’iniziativa parlamentare
Sulla base di questo impianto politico, le senatrici Annamaria Furlan e Dafne Musolino hanno presentato un’interrogazione ai Ministri della Salute e dell’Economia e delle Finanze. Il documento chiede chiarimenti sulla possibilità di ricostruire la quota di debito riconducibile alle scelte adottate durante il commissariamento e sull’eventuale apertura di un tavolo interistituzionale per la definizione di un piano di riparto.
Tra le ipotesi avanzate vi è anche quella di misure di compensazione o alleggerimento fiscale per cittadini e imprese calabresi, fortemente esposti negli anni ai costi del piano di rientro.
La posizione di Greco
La consigliera Greco ha espresso soddisfazione per l’approdo della questione a livello parlamentare nazionale, sottolineando la continuità dell’iniziativa politica. “Se le scelte sono state statali, anche gli effetti finanziari devono esserlo”, ha ribadito, richiamando la necessità di una ridefinizione delle responsabilità.
Greco ha inoltre sollecitato un intervento del Governo e della Regione, sottolineando come una eventuale revisione del debito potrebbe liberare risorse da destinare ai livelli essenziali di assistenza, tra cui liste d’attesa, personale sanitario e potenziamento dei presidi territoriali.






