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16 Aprile 2026
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Sanità, il Pd: “Calabria ultima per i Lea, Occhiuto la smetta di fare orecchie da mercante”

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“La Calabria è fanalino di coda in Italia per i Lea (Livelli essenziali di assistenza) in sanità. In particolare, la rilevazione della Fondazione Gimbe, effettuata sulla base delle valutazioni del ministero della Salute in materia di erogazione delle prestazioni sanitarie, certifica l’inadempienza della nostra regione -collocata al 21/mo posto per l’area della prevenzione e per l’area distrettuale e al 20/mo per quella ospedaliera- con un punteggio insufficiente, appunto, nell’area della prevenzione (32,73 su 60), nell’area distrettuale (48,18 su 60) e nell’area ospedaliera (48,44 su 60)”. Lo dichiara il Partito Democratico della Calabria.

“Dopo i preoccupanti dati – si legge in una nota – diffusi quest’oggi. Un risultato addirittura peggiorativo rispetto alle precedenti rilevazioni, comune a tutto il Mezzogiorno, ma ancora più allarmante nella nostra regione, che ancora una volta ci sottolinea quanto il sistema che si vuol mettere in atto con l’autonomia differenziata sia destabilizzante per la tenuta del diritto alla salute e non solo”.

“Dopo i preoccupanti dati – si legge in una nota – diffusi quest’oggi. Un risultato addirittura peggiorativo rispetto alle precedenti rilevazioni, comune a tutto il Mezzogiorno, ma ancora più allarmante nella nostra regione, che ancora una volta ci sottolinea quanto il sistema che si vuol mettere in atto con l’autonomia differenziata sia destabilizzante per la tenuta del diritto alla salute e non solo”.

Secondo il Pd, “Occhiuto non può continuare a fare orecchie da mercante. Anzi: ha il dovere di prendere atto di questo quadro drammatico e conseguentemente di aprire una seria interlocuzione con il Governo, di cui è riferimento politico di prim’ordine, affinché il disegno di legge sull’autonomia differenziata venga immediatamente ritirato, pretendendo che da qualsiasi altro provvedimento in merito si espunga la tutela della salute, insieme alla tutela dell’istruzione, dalle materie su cui le Regioni possono chiedere maggiori autonomie di gestione”.

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