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1 Maggio 2026
1 Maggio 2026
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Comunali a Crotone, Trocino prova a ricompattare il centrosinistra: “Con Voce città tradita, serve un Piano industriale verde”

Il candidato sindaco dell’area progressista attacca l’amministrazione uscente, rilancia bonifica, sanità e trasparenza amministrativa. “La fiducia dei cittadini si ricostruisce mettendo conoscenza e tracciabilità al centro delle scelte pubbliche”

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In una Crotone dove in tanti hanno brillato nella popolare disciplina pubblica del cambio di casacca, da compiersi rigorosamente senza rossore, il compattamento dell’area progressista è già una buona notizia. A renderlo possibile, l’avvocato Giuseppe Trocino, sul nome del quale, non senza una buona dose di dialettica, i big del centrosinistra hanno ritenuto di convergere, promuovendone la candidatura a sindaco del capoluogo pitagorico. Ma quel che più colpisce è l’effetto risveglio da anni di letargia che questa proposta sta già sortendo tra i dimenticati della storica gauche crotonese.

Avvocato, il centrodestra, nonostante tutto, ha fatto quadrato intorno a Voce con le sue liste. Come si batte questa corazzata filo-governativa?

“Per vincere occorre riconquistare la fiducia di quelle persone che sono state tradite dall’amministrazione Voce. Tradite quando non ha realizzato i punti del suo programma partendo dalla sanità per finire alla bonifica; tradite quando, pur di mantenere la poltrona, ha abbandonato la maggioranza che lo aveva eletto per costruirne un’altra con le persone che durante la campagna elettorale aveva sempre duramente criticato; tradite quando ha violato il patto con i cittadini rifiutando il confronto e imponendo le sue scelte concepite nell’interesse di pochi e non della collettività. Per vincere serve convincere i crotonesi che noi non siamo come Voce, occorre convincerli che esiste una ricetta per ribaltare il destino di isolamento di Crotone, occorre convincerli che è possibile realizzare un ‘Piano Industriale Verde’ capace di trasformare il debito ambientale nel più grande investimento per la salute e il lavoro dei cittadini. Non chiediamo una fiducia sulla parola ma di essere giudicati per quello che faremo”.

Quanto pesa nella formazione del consenso il macigno dell’inchiesta Teorema che, inevitabilmente, grava sulla scena pubblica cittadina?

“Il rispetto per il lavoro della magistratura è totale ma, come ho più volte dichiarato, sacrosanto è il principio della presunzione di innocenza. I processi si celebrano nelle aule di giustizia. Tuttavia, da un punto di vista politico dobbiamo rispondere con una trasparenza radicale. Per evitare determinati ‘cortocircuiti’ è necessario monitorare costantemente il rispetto di determinati principi quali quello della rotazione degli incarichi, degli affidamenti diretti per incarichi sottosoglia e, più in generale, di regole elementari in materia di urbanistica e codice degli appalti, perché siamo convinti che la fiducia dei cittadini si ricostruisce mettendo la conoscenza e la tracciabilità di ogni atto al centro delle scelte pubbliche”.

C’è tanta sinistra a suo sostegno. Le elezioni però non si vincono senza intercettare il ceto moderato, o no?

“Il nostro obiettivo non è parlare solo a una parte, ma unire la città su un progetto credibile, che rilanci Crotone nel panorama regionale e questo è possibile attraverso una solida unità di intenti. Puntiamo ad un rilancio economico basato sulla tutela dell’identità territoriale. Vogliamo costruire una città dove la tutela dell’ambiente diventa il volano per un turismo sostenibile e un’economia verde, garantendo sicurezza per gli investitori e dignità per i lavoratori locali. Noi proponiamo di uscire dalla logica dell’emergenza per costruire un futuro fondato sull’equilibrio e la qualità. Valorizzeremo la vocazione turistica, il mare e il patrimonio storico di Crotone come leve di sviluppo sostenibile. Prioritario è il diritto alla salute attraverso il rafforzamento dell’ospedale ‘San Giovanni di Dio’ – declassato a un grande pronto soccorso – e il potenziamento delle infrastrutture, perché lo sviluppo di una città passa necessariamente dalla garanzia dei servizi essenziali e dalla dignità dei suoi cittadini”.

La stagnazione della bonifica indica che Crotone pesa davvero poco a livello istituzionale. Cosa può fare un’amministrazione comunale per cambiare le cose?

“La bonifica del SIN è stato il cavallo di battaglia della campagna elettorale fatta da Vincenzo Voce nel 2020. Dopo essere stato eletto si è disinteressato del problema, ha minimizzato l’inquinamento presente sul territorio dichiarando, tra l’altro, alle televisioni nazionali che il metasilicato se lo beve, che il cianuro opportunamente diluito non fa male, che l’amianto presente in città è sotto controllo. La bonifica non sarà più un tema tecnico gestito in solitudine, ma una priorità di salute pubblica affrontata con competenza. Costituiremo un gruppo tecnico multidisciplinare — esperti ambientali, sanitari e giuridici — per supportare il Comune nelle conferenze dei servizi e trattare alla pari con ENI e Ministeri. Applicheremo il principio di precauzione su ogni scavo e istituiremo un Osservatorio Epidemiologico Comunale per collegare finalmente i dati ambientali alla salute delle persone. Non accetteremo soluzioni che siano peggiori del male: la bonifica deve rappresentare la nostra ripartenza, non un nuovo rischio”.

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