Una denuncia politica e istituzionale, ma soprattutto un grido d’allarme sul futuro della sanità della Sibaritide. Il sindaco di Corigliano Rossano, Flavio Stasi, ha annunciato di aver presentato un esposto alla Procura della Repubblica e una segnalazione all’Anac contro l’Asp di Cosenza, accusata di non aver fornito risposte sulle scelte che stanno interessando lo spoke cittadino e la riorganizzazione sanitaria del territorio.
“Sanità gestita come un centro di potere”
Secondo Stasi, negli ultimi anni le decisioni sull’ottimizzazione della rete ospedaliera sarebbero state prese senza un reale confronto con i territori.
Il primo cittadino sostiene di aver più volte chiesto una riorganizzazione dei servizi sanitari capace di avvicinare le cure ai cittadini, denunciando invece un sistema sempre più centralizzato.
“La nostra posizione è sempre stata limpida: volevamo portare la sanità più vicina alle persone”, afferma il sindaco, criticando “un accentramento sistematico volto a gestire, lontano dagli occhi dei cittadini, un vero e proprio centro di potere”.
I dubbi sull’ospedale della Sibaritide
Nelle attenzioni del sindaco non può mancare il nuovo ospedale della Sibaritide. Stasi poi parla di costi elevati e di un modello gestionale che rischierebbe di pesare sulle casse pubbliche.
“L’ospedale della Sibaritide rischia di essere uno dei presidi più costosi d’Italia”, sostiene, spiegando che il Comune avrebbe analizzato documenti e varianti progettuali. Secondo il primo cittadino, la gestione della struttura comporterebbe “circa 10 milioni di euro all’anno di soldi pubblici al concessionario privato”.
Per Stasi, quelle risorse avrebbero potuto essere investite direttamente nella sanità pubblica, tra personale e servizi.
“Nessuna risposta dall’Asp”
Il sindaco racconta di aver chiesto più volte un confronto con l’Asp di Cosenza senza ottenere riscontri. Da qui la decisione di procedere formalmente.
“Abbiamo richiesto un incontro al Commissario straordinario, ma questo incontro non ci è mai stato concesso”, afferma. Dopo una richiesta di accesso agli atti presentata a febbraio e una diffida inviata ad aprile, il Comune ha depositato un esposto in Procura “per omissione di atti d’ufficio” e una segnalazione al responsabile anticorruzione.
Solo dopo questi passaggi – precisa il sindaco di Corigliano Rossano nel video pubblicato sui social – sarebbe arrivata una prima replica dell’Azienda sanitaria.
“Trovo drammatico che un ente pubblico debba muoversi solo di fronte a un esposto in Procura”, spiega parlando di una gestione “caotica” e priva di trasparenza.
I ritardi sulle infrastrutture
Tra i punti sollevati dal primo cittadino ci sono anche i ritardi sulle opere necessarie al funzionamento del nuovo ospedale.
Ed è proprio il nuovo nosocomio che sta nascendo in contrada Insiti il vero fulcro del problema ed al centro delle domande che pone il primo cittadino ionico: a cosa servono i trasferimenti dei reparti da un presidio cittadino all’altro (che hanno esacerbato gli animi della popolazione, alimentando polemiche infinite sulla fusione, ndr) se dire che l’ospedale della Sibaritide è quasi pronto?
Stasi fa intuire anche che il ritardo accumulato non dovrebbe essere recuperato nel giro di pochi mesi.
Ed infatti cita in particolare “il collettore fognario”, “la disponibilità idrica” e il mancato potenziamento del depuratore, chiedendosi se la struttura sia davvero vicina all’apertura. A queste domande ne manca una però, che lo riguarda. E la strada di accesso? La strada interpoderale su cui si affaccia il cantiere, infatti, e una classica stradina interpoderale che dovrebbe essere trasformata, secondo progetto, in ben altro. Una parte di fondi necessari pare siano disponibili ma ne mancherebbero altrettanti o giù di lì (8 milioni?).
“Forse si stanno solo cercando dei palliativi per nascondere la realtà?”, domanda il sindaco.
“Pronti al confronto, ma servono risposte”
Nonostante lo scontro istituzionale, Stasi ribadisce la disponibilità del Comune al dialogo.
“Il nostro unico fine è migliorare i servizi sanitari e riavvicinare la sanità ai territori”, sottolinea in conclusione. Ma chiede “dignità e responsabilità politica nelle scelte che riguardano la sanità pubblica”.
Per il sindaco, insomma, il tema non può essere derubricato a battaglia politica – e più volte l’Asp è finita nelle “attenzioni” di Stasi, soprattutto nelle campagne elettorali – ma come una questione che riguarda direttamente la qualità della vita dei cittadini.








