Un raro momento di convergenza politica ha caratterizzato la puntata di “Con-fronti” andata in onda sui canali social di Florense Tv. Il senatore Nicola Irto, segretario del PD calabrese, e l’ex presidente della Regione Giuseppe Scopelliti hanno espresso accordo unanime sulla necessità che l’intera classe politica calabrese e del Meridione si impegni in una battaglia unitaria per modificare i criteri di riparto del Fondo sanitario nazionale. Tali criteri, basati sulla minore incidenza di popolazione anziana, penalizzano economicamente il Sud da oltre un quarto di secolo.
Il divario milionario che soffoca la regione
Il dibattito, condotto dal giornalista Emiliano Morrone, ha fornito cifre ufficiali che illustrano l’entità del danno subito dalla Calabria. Il medico Giacinto Nanci ha illustrato i dati del Sistema statistico nazionale, che mostrano un divario impressionante nella spesa sanitaria pro capite tra le regioni. “Dal 2000 al 2018 – ha spiegato Nanci – la Calabria ha speso 1.614 euro per abitante, mentre la Lombardia 2.217 euro, con una differenza di 603 euro pro capite ogni anno“.
Proiettando questi numeri, Nanci ha calcolato: “Se la Calabria avesse avuto nello stesso periodo gli stessi fondi della Lombardia, cioè la media dell’Italia del Nord, avremmo potuto contare su circa 1 miliardo e 150 milioni di euro in più all’anno, per un totale di oltre 20 miliardi di euro“. Nanci ha aggiunto con ironia che con quelle risorse si sarebbero potuti creare centri di eccellenza, evitando i “viaggi della speranza”.
La proposta di legge per le Aree montane
Nel corso della trasmissione, anche il medico Tullio Laino ha contribuito al dibattito, ricordando di aver elaborato una proposta di legge per rilanciare la sanità nelle aree montane. La proposta prevede la nascita di un’unica Azienda ospedaliera per i quattro presìdi di Acri, San Giovanni in Fiore, Serra San Bruno e Soveria Mannelli, con il potenziamento delle strutture e la loro trasformazione in ospedali spoke. Il senatore Irto ha definito la proposta “intelligente” e che “merita di essere approfondita per una condivisione ampia“, in quanto “contiene una visione utile a rafforzare la sanità dei territori“.
L’appello di Irto sul caso Congi e le rivendicazioni di Scopelliti
Il segretario dem Nicola Irto ha rivolto un appello diretto al presidente della Regione e commissario alla Sanità Roberto Occhiuto, affinché “usi i suoi poteri molto forti per far sì che l’Asp di Cosenza chiarisca che cosa è accaduto il 4 gennaio 2025, quando morì Serafino Congi” rompendo così il silenzio istituzionale sul caso.
Dall’altra parte, l’ex presidente Giuseppe Scopelliti ha rivendicato i risultati raggiunti durante il suo mandato, ricordando che all’epoca “la Calabria era quasi uscita dal Piano di rientro, con un disavanzo di appena 30 milioni e una migrazione sanitaria che costava tra i 60 e gli 80 milioni in meno»”.
Scopelliti ha ricordato di aver trovato un Servizio sanitario regionale in uno stato di grave disorganizzazione e di essersi assunto “la responsabilità politica di guidare da commissario il percorso di risanamento, avviando i bandi per i nuovi ospedali, fino ad allora ignorati“.
Irto, nel suo intervento conclusivo, ha ribadito la necessità di “riorganizzare il Servizio sanitario regionale in base ai bisogni reali dei territori, con particolare attenzione alle aree interne” ribadendo che la battaglia per l’equa redistribuzione delle risorse sanitarie è la più importante per la Calabria e per tutto il Mezzogiorno.
L’autonomia differenziata come “aggravante degli squilibri”
La discussione si è concentrata anche sulla richiesta condivisa di una riforma radicale dei criteri di riparto e sull’urgenza di un cambio di passo nella gestione pubblica, fondato su competenza, merito, organizzazione e trasparenza. Tutti gli ospiti hanno insistito sul fatto che la politica calabrese non può dividersi sul rilancio della sanità pubblica.
Il letterato Giovanni Iaquinta, commentatore fisso della trasmissione, ha ammonito sui rischi dell’autonomia differenziata, definendola “un’aggravante degli squilibri e delle diseguaglianze creati da una ripartizione iniqua delle risorse che privilegia il Nord da oltre un quarto di secolo“.
In chiusura, Morrone ha espresso soddisfazione per il livello del confronto, spiegando che l’obiettivo del programma è dimostrare che può esistere un’alternativa di informazione in grado di riportare la politica a discutere nel merito e di contribuire a invertire il linguaggio aggressivo che domina il discorso pubblico, soprattutto nei territori come le aree interne della Calabria, dove c’è ancora un forte bisogno di verità, dialogo e competenza.









