Un asse strategico tra Basilicata, Calabria e Puglia per integrare sanità, trasporti e agricoltura e dare vita a un sistema di servizi condivisi nel Mezzogiorno. È il progetto emerso dall’incontro tra l’assessore alla Salute lucano Cosimo Latronico e l’assessore regionale calabrese Gianluca Gallo, al quale ha partecipato anche la consigliera provinciale di Cosenza Tiziana Battafarano.
Secondo quanto riferito dalla Giunta regionale della Basilicata, le comunità della costa ionica e dei versanti tirrenici vivono già “una integrazione naturale che la politica ha il dovere di riconoscere e strutturare”.
Sanità senza confini
Al centro dell’intesa c’è soprattutto l’assistenza sanitaria. Latronico ha sottolineato come «molti cittadini calabresi si rivolgano quotidianamente alle strutture sanitarie lucane». Una realtà che, secondo l’assessore, va letta come una risorsa: “Questo patto di confine non deve essere visto come un peso, ma come un’opportunità per ottimizzare l’offerta sanitaria e garantire a tutti il diritto alla salute, con standard elevati, indipendentemente dal territorio di appartenenza”. L’obiettivo è trasformare una mobilità sanitaria di fatto in un modello organizzato e sostenibile.
Mobilità, la chiave dello sviluppo
La cooperazione passa inevitabilmente anche dai trasporti. È già in fase avanzata il tavolo tecnico che coinvolge gli assessori Pasquale Pepe (Basilicata), Gianluca Gallo (Calabria) e Raffaele Piemontese (Puglia). Sul tavolo il potenziamento dei Treni della Magna Grecia lungo la tratta Sibari-Taranto, considerata un’infrastruttura decisiva per rompere l’isolamento di vaste aree del Sud e rilanciare turismo e commercio nell’intera fascia ionica.
Una visione politica condivisa
“L’iniziativa si inserisce in una visione più ampia di cooperazione interregionale” – ha spiegato Latronico, annunciando ulteriori approfondimenti con i presidenti Vito Bardi e Roberto Occhiuto e con gli assessori delle diverse aree tematiche – .Siamo convinti che la crescita dei nostri territori passi da una nuova capacità di fare rete. Il Sud non chiede assistenza, ma reclama infrastrutture e servizi moderni”.
Un messaggio chiaro, che ribalta la logica dei confini amministrativi: “Questo asse tra Basilicata, Calabria e Puglia è una risposta concreta a cittadini che chiedono risposte, non confin”».









