Antonio Calogero, eletto il 12 gennaio 2025 alla guida del Partito Democratico di Catanzaro, ha rassegnato ufficialmente le dimissioni dalla carica di segretario cittadino lo scorso 3 settembre, ma la notizia è stata resa pubblica soltanto oggi.
Una scelta, spiega l’ex dirigente dem, condivisa con la segreteria provinciale per evitare che la decisione potesse diventare oggetto di strumentalizzazione politica a ridosso delle elezioni regionali, considerate un passaggio cruciale per il partito.
Un documento per spiegare le ragioni politiche della scelta
Le dimissioni, definite da Calogero come “non più procrastinabili alla luce dei fatti intervenuti”, sono state accompagnate da un documento esplicativo trasmesso ai competenti organismi del partito, che dovranno ora valutare politicamente la situazione e decidere i prossimi passi.
“Sono stati gli stessi organi dirigenti – afferma Calogero – a farsi carico di informare i livelli provinciali e cittadini, in modo da gestire con ordine e responsabilità questa transizione”.
Aldo Rosa guiderà la fase di traghettamento
Per evitare vuoti nella guida del Pd catanzarese, Calogero ha comunicato per tempo la sua decisione al vicesegretario vicario Aldo Rosa, che ha sottoscritto il documento e accettato l’onere di condurre il partito in questa fase delicata.
“Pur nella complessità del momento – scrive Calogero – sono certo che Aldo Rosa saprà guidare il partito con competenza e dedizione, insieme agli iscritti e alle iscritte che non hanno mai fatto mancare il loro impegno sincero”.
“Serve una nuova fase per dare al Pd lo spazio che merita”
Nelle sue dichiarazioni, l’ex segretario auspica un rilancio politico del Partito Democratico a Catanzaro, fondato su trasparenza, unità e partecipazione. “Con il contributo di tutti, sarà possibile ridefinire gli organismi cittadini e restituire al Pd lo spazio politico che merita: sano, costruttivo e davvero rappresentativo della sua comunità”.
Calogero ha infine rivolto un augurio di buon lavoro ai consiglieri regionali neoeletti del Pd, confidando nella loro capacità di “coniugare pienamente gli interessi del territorio con quelli della comunità politica democratica”.









