“La Relazione della Commissione parlamentare Ecomafie (dicembre 2025) mette nero su bianco ciò che i cittadini di Crotone denunciano da decenni: viviamo in un territorio profondamente contaminato, un Sito di Interesse Nazionale (SIN) che attende risposte dallo Stato. La realtà è drammatica: non possiamo permetterci di aspettare la fine dei cantieri di bonifica per iniziare a proteggere la vita delle persone”. E’ quanto afferma Francesco Zurlo, rappresentante del gruppo territoriale del M5S di Crotone e presidente del Comitato politico del M5S Crotone.
Un programma pubblico stabile e strutturato
“Per questo – aggiunge -, il Movimento 5 Stelle di Crotone esige l’attivazione immediata di un programma pubblico, stabile e strutturato di sorveglianza sanitaria. Ecco le nostre proposte per la tutela del territorio: In primo luogo un monitoraggio attivo e gratuito: chiediamo controlli medici periodici per chi vive nel perimetro del SIN, con priorità assoluta per bambini, donne in gravidanza, anziani e soggetti fragili. Non deve essere il cittadino a chiedere aiuto: lo Stato deve procedere con convocazioni automatiche. La prevenzione è un diritto, non un privilegio legato al reddito. Poi analisi biologiche e screening mirati: è urgente avviare analisi su sangue e urine per misurare la presenza di metalli pesanti e sostanze tossiche nell’organismo (biomonitoraggio). Parallelamente, servono screening oncologici anticipati e monitoraggi specifici per le patologie respiratorie e cardiovascolari. E ancora, la piena operatività del Registro tumori: non è più accettabile navigare a vista. Esigiamo un Registro Tumori aggiornato in tempo reale, che sia pubblico e consultabile, per mappare l’incidenza delle patologie e orientare la ricerca scientifica sul nesso di causalità tra inquinamento e malattie”.
“Stop a nuovi veleni: la città non è una discarica“
Zurlo dice ancora: “In un’area già classificata come SIN, la priorità deve essere la sottrazione del carico inquinante, non il suo mantenimento o, peggio, il suo aumento. Ecco perché diamo no a nuove attività impattanti: è paradossale e inaccettabile che in un territorio da bonificare si permetta la persistenza di attività inquinanti, anche se formalmente “a norma”. In un’area di crisi ambientale, i limiti di emissione ordinari non bastano: chiediamo il blocco di ogni impianto che possa aggravare il quadro sanitario locale. Diciamo anche niente discariche di rifiuti pericolosi: ci opponiamo fermamente al mantenimento o all’apertura di discariche per materiali pericolosi nel nostro territorio. I veleni devono essere rimossi, non semplicemente spostati o tombati a pochi passi dalle case. Quindi la valutazione di impatto sanitario (VIS) obbligatoria: ogni nuovo progetto industriale o infrastrutturale a Crotone deve essere subordinato a una VIS preventiva. Se il rischio per la salute pubblica non è zero, il progetto non deve partire”.
Trasparenza e continuità
Zurlo conclude: “I dati sulla salute non possono restare chiusi nei cassetti. Chiediamo la pubblicazione di report periodici e incontri pubblici costanti. La sorveglianza deve essere decennale e indipendente, blindata da ogni cambio di colore politico: la salute dei crotonesi non ha scadenza elettorale. La Relazione della commissione parlamentare Ecomafie (approvata all’unanimità , destra, sinistra, centro) parla chiaro: il danno è accertato, ora serve la protezione. La prevenzione non è una concessione, un favore, ma un diritto sacrosanto di questa città, un minimo risarcimento morale e materiale per non far crescere le nostre sofferenze all’infinito”.








