Dopo settimane di ipotesi e annunci, i capigruppo del centrodestra hanno depositato la proposta di legge che disciplina ruolo, nomina e indennità dei due nuovi sottosegretari alla Presidenza della Regione Calabria.
Il testo prevede che il presidente della Giunta possa nominare fino a due sottosegretari, anche tra persone non elette in Consiglio regionale. Le nuove figure avrebbero deleghe operative ma senza diritto di voto in Giunta.
Secondo le stime indicate nella proposta, il costo complessivo annuo dell’operazione sarebbe di circa 350 mila euro.
Le critiche del consigliere regionale Ernesto Alecci
A contestare duramente l’iniziativa è il consigliere regionale Ernesto Alecci, che parla apertamente di una scelta politica discutibile sia sul piano istituzionale che su quello economico.
Secondo Alecci, la norma chiarirebbe “costi e finalità delle nuove figure a supporto della maggioranza di centrodestra”, con il rischio di compromettere equilibri istituzionali e trasparenza delle decisioni.
Per il consigliere, si tratta di risorse che avrebbero potuto essere utilizzate per altri scopi, invece di finanziare nuove figure politiche.
“Figure ibride e rischio clientelismo”
Nel merito della proposta, Alecci sostiene che l’introduzione dei sottosegretari possa portare alla creazione di “figure ibride”, che non rafforzerebbero l’efficienza amministrativa.
Al contrario, secondo il consigliere regionale, la norma rischierebbe di alimentare un modello clientelare, aumentando il peso della struttura politica senza garantire maggiore produttività amministrativa.
Alecci sottolinea inoltre che la possibilità di nominare sottosegretari non eletti sposterebbe competenze e funzioni verso figure prive di investitura popolare, ampliando il potere dell’esecutivo regionale.
“Non manutenzione normativa ma ampliamento del potere”
Nel testo della proposta la misura viene definita come un intervento di “manutenzione normativa”, ma Alecci respinge questa interpretazione.
Secondo il consigliere, non si tratterebbe di un semplice adeguamento tecnico, bensì di un ampliamento del potere esecutivo, che rischierebbe di creare nuove catene di fedeltà politica sottratte al controllo del Consiglio regionale.
“Battaglia in commissione e in aula”
Il consigliere regionale annuncia quindi una dura opposizione nel corso dell’iter legislativo, sia in commissione sia in aula.
“Annunciamo battaglia senza quartiere per fermare norme che trasformano la Regione in un poltronificio”, afferma Alecci.
Il rappresentante dell’opposizione conclude sostenendo che la Calabria avrebbe bisogno di una politica più snella e orientata ai servizi, piuttosto che di nuove strutture politiche.
“La Calabria ha bisogno di competenze e servizi, non di nuove poltrone”, è la posizione espressa dal consigliere.








