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4 Aprile 2026
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Sottosegretari alla Regione, il Pd di Catanzaro spinge per l’abrogazione: “Più partecipazione, meno poltrone”

Per i dem, in una Calabria segnata da emergenze sociali e servizi in difficoltà, la priorità non può essere l’aumento degli incarichi politici

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Il Partito Democratico della provincia di Catanzaro si schiera a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare finalizzata all’abrogazione della norma regionale che ha introdotto i sottosegretari alla Presidenza della Giunta.

La presa di posizione arriva dopo l’iniziativa politica lanciata dai gruppi consiliari di centrosinistra alla Regione Calabria, che nelle scorse ore hanno illustrato pubblicamente il percorso istituzionale e politico con cui puntano a cancellare la legge voluta dalla maggioranza di centrodestra.

Per la Federazione provinciale dem si tratta di una battaglia che investe non solo l’assetto organizzativo della Regione, ma anche il rapporto tra istituzioni e cittadini.

“Una scelta sbagliata nel momento sbagliato”

Nel ragionamento del Pd di Catanzaro, il nodo centrale è politico prima ancora che amministrativo. Secondo i dem, l’introduzione di nuove figure a supporto della Presidenza della Giunta si colloca in una fase in cui la Calabria continua a fare i conti con criticità profonde sul piano sociale, economico e dei servizi pubblici.

Il partito sottolinea come, “in un contesto segnato da precarietà, emergenze territoriali e difficoltà strutturali, l’aumento delle posizioni politiche rischi di apparire scollegato dalle esigenze reali dei cittadini”.

Dopo l’allargamento della Giunta regionale fino a nove assessori, l’aggiunta di due ulteriori figure politiche viene letta come una scelta difficilmente giustificabile sul piano dell’efficacia amministrativa e più vicina, invece, a logiche di equilibrio interno alla maggioranza.

La critica al centrodestra: “Più spazio al potere che ai problemi reali”

Nel documento politico diffuso dalla Federazione provinciale emerge una critica netta nei confronti della linea seguita in questi mesi dal governo regionale guidato da Roberto Occhiuto.

Secondo il Pd, la maggioranza avrebbe dato l’impressione di concentrarsi soprattutto sull’ampliamento degli spazi del potere politico, anziché sulla gestione delle urgenze che riguardano il territorio calabrese.

È proprio in questa chiave che viene letta la mobilitazione avviata dalle opposizioni, considerata dal partito come una risposta politica e democratica a una scelta ritenuta distante dalle vere priorità della regione.

La legge popolare come strumento di mobilitazione

Per il Partito Democratico provinciale, la proposta di legge di iniziativa popolare rappresenta oggi il canale più immediato per riportare il confronto dentro una dimensione di partecipazione diretta.

L’obiettivo dichiarato è coinvolgere i cittadini in una scelta che riguarda da vicino il funzionamento delle istituzioni regionali e l’uso delle risorse pubbliche. Una strada che, secondo il partito, consente di trasformare il dissenso politico in un percorso formalmente previsto dall’ordinamento regionale e quindi pienamente legittimato sul piano democratico.

Nei prossimi giorni la direzione provinciale

A sostegno dell’iniziativa, il Pd della provincia di Catanzaro ha annunciato la convocazione, nei prossimi giorni, della direzione provinciale, che sarà chiamata a definire modalità e strumenti di supporto politico e organizzativo.

L’intenzione è quella di offrire pieno sostegno non solo ai gruppi consiliari di minoranza impegnati nella battaglia istituzionale, ma anche alle sollecitazioni che stanno arrivando da comitati e realtà civiche che, in queste settimane, hanno espresso contrarietà alla nuova architettura politica della Regione.

“Alla logica delle poltrone rispondiamo con la partecipazione”

Il messaggio politico lanciato dalla Federazione provinciale è chiaro: “alla scelta del centrodestra di ampliare gli incarichi politici, il Pd intende contrapporre una mobilitazione fondata sulla partecipazione popolare”.

Secondo il partito, è da questo terreno che dovrebbe ripartire il confronto in Calabria: “dal coinvolgimento diretto dei cittadini, dalla richiesta di maggiore trasparenza e dalla necessità di riportare il dibattito pubblico sulle questioni che incidono concretamente sulla vita delle comunità”.

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