Durante la conferenza stampa delle opposizioni svoltasi oggi a Palazzo Campanella, la consigliera regionale della Calabria Rosellina Madeo ha lanciato un duro affondo contro il ritiro della norma sui sottosegretari.
“Un’operazione di tecnica legislativa e neutralizzazione politica per mettere a tacere l’Opposizione, evitando qualunque confronto/scontro politico e per togliere la parola ai cittadini attraverso l’eliminazione del referendum”, ha dichiarato Madeo, spiegando la vera natura della decisione della maggioranza.
I costi della norma e la paura del giudizio popolare
Incalzando la giunta regionale, la consigliera ha evidenziato come l’esecutivo abbia preferito tirarsi indietro piuttosto che misurarsi con la volontà dei cittadini in una fase di forte tensione economico-sociale.
“D’altronde, con quali probabilità di vittoria avrebbero potuto affrontare un referendum che avrebbe comportato non solo i costi per la procedura in sé, parliamo di 7 milioni di euro, ma le spese legate ai nuovi Sottosegretari e relative strutture speciali in un momento storico in cui il caro carburanti mette in ginocchio agricoltori, autotrasportatori e le famiglie stesse?”, ha rimarcato.
Retromarcia ad un millimetro dal baratro
Secondo l’esponente di opposizione, l’annullamento della misura rappresenta un atto dettato unicamente dal timore del dissenso. “Pur di non dare la parola ai cittadini la maggioranza annulla la legge: cancella assessori e sottosegretari”, ha spiegato la consigliera, evidenziando come la scelta nasconda l’inquietudine della maggioranza di fronte all’esasperazione dei calabresi.
“Si è inserita la retromarcia ad un millimetro dal baratro perché fino ad oggi, anziché pensare ai cittadini, hanno pensato a poltrone, riposizionamenti interni e ambizioni parlamentari”.
La fuga dalla Cittadella e l’alternativa di governo
L’analisi di Rosellina Madeo si è poi concentrata sul progressivo distacco delle istituzioni dai problemi concreti del territorio.
“Una continua fuga dalla realtà, da quelle che sono le esigenze reali della Calabria. In sostanza una fuga dalla Cittadella”, ha denunciato la rappresentante regionale. La conferenza si è infine conclusa con un chiaro messaggio direzionato al futuro della regione: “Ma se pezzi di governo regionale pensano già ad altri lidi e guardano verso Roma, possono stare tranquilli: noi siamo pronti a Governare e offrire risposte concrete ai cittadini”.
Bruno: “Vinta la battaglia sulla moltiplicazione delle poltrone”
“Abbiamo vinto una battaglia contro la moltiplicazione delle poltrone. Ora la Regione dia risposte a chi non riesce più a lavorare”, ha dichiarato Enzo Bruno, capogruppo di Tridico Presidente, evidenziando il percorso giudiziario portato avanti autonomamente dalla minoranza per difendere il diritto al referendum. “Ci siamo opposti fin dall’inizio a un’operazione che moltiplicava gli incarichi per sistemare gli equilibri della maggioranza, mentre la Calabria chiedeva risposte sulla sanità, sulla fragilità del territorio e sulla fuga dei giovani”, ha aggiunto Bruno, rimarcando come non si possa accettare che il presidente scarichi sull’assemblea la responsabilità di una spesa da sette milioni nata da una scelta politica iniziale dell’esecutivo.
Il valore delle regole statutarie e il monito sulle istituzioni di Filomena Greco
Sulla stessa linea Filomena Greco, consigliera regionale di Casa Riformista – Italia Viva, intervenuta durante la conferenza stampa unitaria tenutasi a Palazzo Campanella. “Dietro la frettolosa marcia indietro della maggioranza sui sottosegretari, prima ancora dei costi delle nuove figure, c’è una lezione politica e democratica: avere i numeri in Aula non significa poter disprorre delle istituzioni a proprio piacimento”, ha affermato l’esponente politica.
Secondo Greco, la vicenda ha evidenziato una forzatura pericolosa delle regole democratiche. “Lo Statuto è la Costituzione della Calabria. E una Costituzione non appartiene mai alla maggioranza del momento, perché nasce per un unico scopo: stabilire i limiti entro i quali il potere può essere esercitato”, ha spiegato, evidenziando come la decisione di azzerare tutto sia arrivata unicamente dopo la richiesta popolare di votare tramite referendum.
L’emergenza sociale e le risposte attese dal territorio
Mentre all’interno del Consiglio si discuteva degli assetti di governo, fuori dai palazzi la crisi economica ha raggiunto livelli insostenibili per le categorie produttive. “Mentre in queste stanze si consumavano mesi a discutere di equilibri interni e strutture di supporto, fuori da questo Palazzo la situazione è diventata gravissima”, ha sottolineato Filomena Greco, accogliendo favorevolmente la destinazione dei fondi inizialmente previsti per la consultazione verso l’emergenza del caro carburante, purché si traducano in aiuti equi ed efficaci.
Un concetto ribadito anche da Enzo Bruno, il quale ha ricordato la presentazione di una mozione firmata dai dieci consiglieri di centrosinistra per dare voce a pescatori, agricoltori e imprese, la cui discussione è stata tuttavia bloccata in Aula. “Chi ha trascorso giorni nei presìdi per denunciare costi insostenibili merita ascolto e risposte concrete. La nostra battaglia contro la moltiplicazione delle poltrone va nella stessa direzione: riportare al centro il lavoro, i servizi e la vita dei calabresi”, ha concluso Bruno, ribadendo che la priorità della politica regionale deve tornare a essere la risoluzione dei problemi reali della comunità.














