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1 Aprile 2026
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Sottosegretari, la replica di Giannetta: “Pd e M5S in Emilia-Romagna e Toscana li nominano, in Calabria gridano allo scandalo”

Il capogruppo di Forza Italia in consiglio regionale risponde a Tridico e Irto: "Usano due pesi e due misure"

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“Sui sottosegretari assistiamo all’ennesimo spettacolo del doppio pesismo firmato Pd e Movimento 5 Stelle”. È un affondo diretto quello del capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale, Domenico Giannetta, che interviene nel dibattito politico sulla figura dei sottosegretari alla Presidenza della Giunta.
Il tema, tornato al centro dello scontro istituzionale in Calabria, viene letto da Giannetta come un caso emblematico di incoerenza politica, soprattutto alla luce di quanto accade in altre regioni italiane governate dagli stessi partiti che oggi criticano.

“Critiche che rasentano il ridicolo”

“Le critiche piovute dai due partiti dell’opposizione rasentano il ridicolo”, afferma Giannetta, che chiama in causa direttamente esponenti come Nicola Irto e Pasquale Tridico.
Secondo il capogruppo azzurro, la questione è semplice: non può esistere una valutazione variabile della stessa figura istituzionale in base al colore politico di chi governa.
“Esistono forse sottosegretari di serie A e sottosegretari di serie B?”, incalza, sottolineando come il dibattito rischi di scivolare su un piano puramente strumentale.

Una figura già diffusa in tutta Italia

Nel suo intervento, Giannetta ricorda come il ruolo del sottosegretario alla Presidenza sia tutt’altro che una novità.
“È una realtà consolidata in molte regioni italiane”, evidenzia, citando diversi esempi lungo tutto il territorio nazionale.
Il punto centrale, però, riguarda soprattutto due regioni simbolo per il centrosinistra: Emilia-Romagna e Toscana, dove – sottolinea – Pd e Movimento 5 Stelle governano senza sollevare alcuna obiezione su questa figura.

“In Emilia e Toscana nessuno protesta”

“Proprio in queste due regioni, dove dem e grillini governano insieme, nessuno ha alzato un dito”, attacca Giannetta.
Il riferimento è alle recenti nomine dopo le elezioni regionali, con i governatori Michele de Pascale e Eugenio Giani.
“Dopo le loro vittorie hanno nominato in pompa magna i rispettivi sottosegretari, tra complimenti e festeggiamenti”, prosegue, evidenziando l’assenza di polemiche in quei contesti.
Secondo l’esponente di Forza Italia, lo stesso strumento viene quindi giudicato in modo opposto a seconda del territorio, trasformando una scelta amministrativa in un terreno di scontro politico.

Efficienza o scandalo? Il nodo politico

Giannetta insiste su quella che definisce una contraddizione evidente. “Se un sottosegretario serve a far correre più velocemente Emilia-Romagna o Toscana allora va bene, mentre in Calabria diventa improvvisamente uno scandalo”, afferma.
Per il capogruppo, il punto non è la figura in sé, ma l’utilizzo politico che se ne fa nel dibattito pubblico, dove la stessa decisione viene interpretata in modo opposto.

“Ipocrisia e mancanza di argomenti”

In chiusura, Giannetta alza ulteriormente i toni dello scontro. “La verità è che Irto e Tridico sono a corto di argomenti e usano due pesi e due misure solo per meri scopi politici”, conclude.
Un attacco frontale che si chiude con un invito netto: “La smettano con questa ipocrisia: la Calabria non accetta lezioni di morale da chi festeggia altrove ciò che contesta qui”.

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