26 Luglio 2026
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Stangata rifiuti in Calabria, Stasi contro il Piano Arrical: “È un business d’oro sulla pelle dei cittadini”

Il sindaco di Corigliano Rossano boccia la nuova pianificazione regionale e attacca la Giunta Occhiuto: "Nessuna strategia per abbattere costi schizzati alle stelle e tariffe da record"

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Un attacco duro e senza mezzi termini contro le politiche di gestione dei rifiuti in Calabria.
Il Comune di Corigliano Rossano ha espresso voto contrario rispetto all’approvazione del Piano d’Ambito dell’Arrical, l’autorità regionale per le risorse idriche e i rifiuti.
Una decisione formale che il primo cittadino, Flavio Stasi, chiarisce subito non essere legata a logiche di appartenenza politica o a scontri con i colleghi amministratori locali.

Un organo sottomesso alle scelte della Giunta Regionale

Nessuna spaccatura personale all’interno del Consiglio Direttivo, chiarisce l’amministrazione, ma un chiaro giudizio di merito su una struttura ritenuta ormai priva di autonomia decisionale.
“Non si tratta di un voto contrario nei confronti dei colleghi sindaci del consiglio direttivo, né tanto meno del presidente, il collega Nicola Fiorita”, spiega con fermezza il sindaco Flavio Stasi.
Si tratta di un giudizio di merito relativo ai contenuti del Piano frutto dell’operato della longa manus della Giunta Regionale all’interno di quello che doveva essere un organo di autogoverno dei sindaci, ed invece è stato trasformato in un organo ratificatore delle scelte autoreferenziali del Governo regionale”.
Al centro delle critiche c’è la governance stessa dell’ente di gestione e le dirette ripercussioni sulle tasche dei contribuenti.
“La stortura istituzionale di un direttore generale scelto, non dai sindaci ma dal Governatore – chiarisce il primo cittadino ionico – ha trasformato questa autorità nel perfetto capro espiatorio su cui scaricare le responsabilità di tutte le manovre a scapito dei calabresi, a partire dall’aumento delle tariffe idriche e dai costi di conferimento rifiuti più alti d’Italia che i calabresi trovano in bolletta”.

Costi triplicati e risparmi irrisori: una brutta copia del passato

Il documento strategico presentato, secondo l’analisi della fascia tricolore ionica, appare privo di visione futura e finisce per ricalcare schemi già visti un decennio fa, senza offrire reali soluzioni operative.
“Il Piano d’Ambito portato in discussione rappresenta la brutta copia del Piano Rifiuti approvato dalla Giunta Regionale 10 anni fa, senza nessuna innovazione né strategia per diminuire i costi del sistema rifiuti, caratterizzato fondamentalmente da un’elencazione di buone intenzioni e un’elencazione di costi che già sono riversati e continueranno ad essere riversati sulla testa dei calabresi, delle famiglie e delle imprese”.
Entrando nel dettaglio dei numeri e delle proiezioni economiche, l’amministratore evidenzia la sproporzione tra i sacrifici richiesti ai cittadini e le stime di risparmio previste.
“Nello specifico si prevede a regime, cioè tra venti anni, un risparmio di circa 30 milioni di euro del costo complessivo del sistema rifiuti o qualcosa in più – evidenzia Stasi – ma solo se dovessero verificarsi tutte le condizioni previste dal Piano, cioè differenziata all’80% su tutto il territorio regionale e realizzazione di tutti i nuovi impianti pubblici. Nel frattempo però negli ultimi due anni il costo complessivo dei conferimenti è più che raddoppiato ed in alcuni casi triplicato!”.
La diagnosi sull’impatto economico della misura tratteggia uno scenario fortemente penalizzante per il territorio locale.
Abbiamo atteso anni per un Piano che, nella più rosea ed improbabile delle ipotesi, diminuisce in 20 anni un quinto dei costi che sono aumentati negli ultimi 3 o 4 anni e senza considerare fattori esterni come l’aumento del costo dell’energia e dei carburanti. In pratica il sistema continuerà ad essere il più costoso d’Italia ed a rappresentare un business d’oro, che nessuno vuole intaccare, pagato per il tramite della TARI dai sacrifici dei Calabresi“.

Nessun premio ai Comuni virtuosi e il mistero dei fondi scomparsi

Il Piano non valorizzerebbe chi ha raggiunto standard elevati nella gestione del ciclo della spazzatura, penalizzando le comunità più efficienti e riducendo persino i ristori per i territori che ospitano gli impianti.
“In un contesto generale in cui ancora la raccolta differenziata è bassissima, non c’è nel Piano nessuna misura che premi il lavoro delle comunità che si sono sacrificate e continuano a sacrificarsi, raggiungendo percentuali di raccolta differenziata altissime che salvano la media dell’intera Regione e questo dimostra la totale mancanza della volontà di diminuire, veramente, la produzione del rifiuto perché è quello garantisce la maggiore speculazione”.
Non mancano le stilettate sui tentativi della Giunta di correre ai ripari con interventi tampone fuori dall’ambito pianificatorio.
“L’Assessore Regionale – prosegue Flavio Stasi – attento alle richieste dei territori, ha provato a mettere una pezza anticipando delle misure della Giunta Regionale a favore dei Comuni virtuosi, ma le episodiche e discrezionali iniziative della Giunta Regionale nulla hanno a che vedere con l’esigenza di una strategia sistemica che non esiste, volontariamente”.
L’aspetto economico si arricchisce di un capitolo sui finanziamenti passati di cui si sarebbero perse le tracce operative.
“Nel Piano non c’è alcuna traccia delle decine di milioni di euro già stanziati nelle programmazioni precedenti, come se fossero spariti. A seguito di una precisa richiesta di chiarimenti su che fine avessero fatto i circa 100 milioni di euro che erano stati stanziati per l’ammodernamento e la realizzazione di nuovi impianti nell’area nord, in una evidente arrampicata sugli specchi è stato risposto che erano stati ‘riprogrammati’, ma in realtà sono andati quasi interamente perduti grazie alla gestione del Dipartimento Ambiente della Regione, che non ha mai voluto delegare questi progetti. Qualcuno dovrebbe risponderne sul piano erariale”.
Il nodo delle risorse mancanti rischia di tradursi nell’ennesimo prelievo fiscale sulle famiglie.
“Non si chiarisce nel Piano se i nuovi impianti, vista la perdita dei fondi precedenti, saranno pagati interamente con fonti di finanziamento esterni o, molto più probabilmente, se saranno pagati anch’essi con la gestione di Ambito, cioè con le tariffe a carico dei Calabresi. Peraltro non è presente nessuna agevolazione per i Comuni che ospitano gli impianti; al contrario Arrical, su proposta-imposta del direttore generale, cioè di Occhiuto e della sua Giunta Regionale, ha abbattuto le royalties per i Comuni che ospitano impianti“.

Critiche concrete vengono mosse anche sulla gestione del riciclo e sui rischi di concentrazione del mercato nelle mani di pochi soggetti privati: “Si parla di nuovi centri di riuso e riciclo, ma nel frattempo la Giunta regionale utilizza fondi di coesione per questo tipo di iniziative, con procedure discrezionali che non fanno parte di alcuna strategia di sistema”.

Una resa ai privati che azzera il potere dei Sindaci

L’esito di questa impostazione rischia di penalizzare ulteriormente i poteri decisionali delle amministrazioni locali a favore di grandi gruppi industriali.
“In pratica il Piano, dopo l‘enorme aumento delle tariffe di conferimento di questi anni che alcune comunità sono riuscite ad ammortizzare solo grazie ad una straordinaria raccolta differenziata, cristallizza e peggiora l’impostazione attuale, di un sistema rifiuti basato esclusivamente sul sangue delle comunità, senza nessuna ricaduta economica sui territori e senza nessuna strategia di valorizzazione, che al contrario consegnerà, a pochissimi mega gestori privati, il potere di fare il bello e cattivo tempo depotenziando la già scarsissima agibilità istituzionale delle amministrazioni locali”, spiega ancora il sindaco di Corigliano Rossano.
Il rifiuto della delibera si trasforma in un appello per una riscrittura immediata delle linee guida regionali.
“Esattamente come per i disastri quotidiani di Sorical, per l’ingiustificato aumento delle tariffe idriche, per l’assurdo ricarico di costi dei rifiuti sulle comunità, da sindaco e da cittadino calabrese – conclude Flavio Stasi – non potevo votare questo Piano, augurandomi che venga urgentemente e profondamente modificato secondo una strategia reale di ammodernamento, innovazione ed abbattimento dei costi a carico dei cittadini”.

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