Come si dice in questi casi? La giustizia farà il suo corso. Certo che lo farà, ci mancherebbe altro, godiamo (il verbo non è casuale) di galantuomini del diritto ai vertici delle procure. Ma la Dea ha i suoi tempi, i suoi procedimenti e, spesso, anche i suoi gradi processuali.
Politica e opinione pubblica invece no: in determinati frangenti vanno baldanzosamente a braccetto come due maranza sghignazzanti vogliosi di imbrattare e colpire; seguono un altro calendario, dall’incedere più celere e sommario, e come tale inconciliabile con il valore del garantismo.
Stasi e i rigori della doppia velocità
Anche Flavio Stasi subirà i rigori della doppia velocità, perché la sua figura non è quella di un politicuccio di periferia, bensì di un promettente leader progressista, in odore peraltro di candidatura parlamentare fino a ieri, molto amato, ma anche odiato, per questo suscettibile di valutazioni operate sulla scia della emotività, che è nemica della giustizia, sia detto.
Sindaco della terza municipalità più popolosa della Calabria, Corigliano Rossano, Stasi nelle due ultime consultazioni amministrative ha avuto frotte di voti che gli hanno consentito di diventare un riferimento giovanile, grazie anche ad un fervore comiziale poco comune dalle nostre parti, ma soprattutto di stagliarsi nel dibattito politico calabrese dove, da anni, è costantemente presente con posizioni durissime verso gli attuali esecutivi nazionale e regionale.
La sfida a Occhiuto sfiorata nel 2025
Queste qualità gli valsero i galloni di possibile anti-Occhiuto nella torrida estate del 2025, quando il centrosinistra era alla spasmodica ricerca di un leader da opporre all’attuale capo della Cittadella che, come si ricorderà, a sorpresa mandò a carte 48 la precedente legislatura. E per poco non ce la fece, Flavio, classe ’83, a sfidarlo direttamente, nel momento di suo massimo fulgore.
Senonché, il suo carattere da puledro indomabile e irriverente, unitamente al suo essere di sinistra senza logo, impaurì molto i “giovani-vecchi sacerdoti” dell’allora Campo largo nostrano e romano che infatti gli preferirono il pur bravo Pasquale Tridico, il quale, val la pena di rimembrare, non è che avesse questa grande voglia di gareggiare in Calabria, e non perché fosse intimorito dalla prova in sé, ma per il semplice fatto che l’eurodeputato pentastellato è uomo accorto, cultore della programmazione, non di campagne elettorali “arrunzate” a distanza o da improvvisare in poche settimane, e per di più d’estate. Ma questa è un’altra storia, che ora non rileva, ma che è importante di tanto in tanto ricordare onde evitare che la barzelletta metodologica si ripeta in futuro, nel momento in cui bisognerà scegliere il nuovo sfidante delle destre.
Il vaccino contro l’ipocrisia
Adesso è tempo di registrare la mutilazione (temporanea?) di un arto del progressismo civico calabrese, Stasi appunto, auspicando che egli possa far valere le sue ragioni. Ed è tempo pure di somministrare il vaccino anti-ipocrisia. Perché il provvedimento cautelare che restringe la libertà del primo cittadino ionico è una tegola che cade su una intera comunità politica. Va detto, e andrà ridetto fino alla nausea, anche al fine di arginare l’ondata di quelli che ne prenderanno le distanze in modo manettaro o faranno finta di non conoscerlo, Stasi.
La pazienza prima dell’emotività
È ora che la pazienza prevalga sulla emotività, prima che questa processi e condanni. Azioni che, eventualmente, solo le istituzioni giudiziarie potranno fare, non certo la pancia popolana cui le linee dei partiti a volte si conformano. Vale per tutti, deve iniziare a valere per tutti.













