23 Settembre 2026
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Strisce blu a Vibo: “Le regole valgono per i cittadini. Ma chi le fa rispettare al gestore?”

Contratto non ancora stipulato, canoni da verificare, Cup Tari, fideiussioni e penali: la consigliera del Gruppo Misto Petracca chiede controlli immediati e invita il Comune a valutare anche la gestione diretta del servizio

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“Ai cittadini si chiede il rispetto rigoroso delle regole. Ma le stesse regole vengono chieste con la medesima fermezza a chi gestisce il servizio? Perché se un genitore si ferma pochi minuti davanti a una scuola e viene multato, mentre dall’altra parte emergono dubbi sul rispetto di obblighi contrattuali, amministrativi e normativi, allora il Comune ha il dovere di fermarsi, controllare e dare risposte”. È questo il punto da cui parte la consigliera comunale Antonella Petracca, Gruppo Misto, che chiama in causa il Sindaco Enzo Romeo e chiede al primo cittadino una verifica complessiva e documentata sulla gestione delle strisce blu a Vibo Valentia e Vibo Marina.

Petracca aggiunge: “Non sto chiedendo privilegi per nessuno e non sto dicendo che i cittadini non debbano rispettare le regole. Al contrario: le regole devono essere rispettate da tutti. Ma proprio da tutti. Anche da chi gestisce un servizio pubblico sulla base di un capitolato e di precise condizioni”. Petracca pone inoltre all’Amministrazione un tema che, a suo giudizio, merita di essere affrontato senza pregiudizi: “Se la gestione attuale dovesse dimostrarsi non adeguata, non rispettosa degli obblighi previsti o economicamente poco vantaggiosa per l’Ente, il Comune valuti concretamente anche la possibilità di riportare direttamente il servizio sotto la propria gestione. Non sto dicendo che questa debba essere necessariamente la soluzione. Sto chiedendo che venga valutata seriamente, attraverso un’analisi costi-benefici trasparente: quanto incassa oggi il Comune, quanto costa effettivamente il servizio, quali sono i costi di personale, organizzazione, tecnologia e controllo e quali potrebbero essere gli introiti e i benefici per l’Ente in caso di gestione diretta. Solo dopo aver messo a confronto numeri reali e documenti si potrà capire quale modello sia più sostenibile e più utile alla comunità”.

Il punto centrale: “Dov’è il contratto?”

“Oggi – afferma Petracca – la prima domanda alla quale l’Amministrazione deve rispondere è una sola: DOV’È il contratto? Perché ad oggi non è stato sottoscritto il contratto dal luglio 2024 data di aggiudicazione del bando per la gestione degli stalli blu a pagamento?” La consigliera richiama quanto sarebbe emerso nel corso dei lavori della Seconda Commissione e chiede che la situazione venga verificata attraverso gli atti. “Se alla data del 22 settembre 2026 il contratto non risulta ancora sottoscritto, voglio sapere perché. Voglio sapere quale sia il titolo giuridico e amministrativo sulla base del quale il servizio viene svolto e quali siano le conseguenze dell’assenza a oggi del contratto. Non è una questione burocratica. È una questione di trasparenza e di correttezza amministrativa”.

Canoni trimestrali, Cup, Tari e fideiussioni: “ll Comune verifichi ogni obbligo”

Petracca chiede una verifica puntuale sugli obblighi economici previsti dal capitolato e dagli atti di affidamento: “Risulterebbe che i versamenti dei canoni trimestrali non siano stati effettuati integralmente. Risulterebbero inoltre da verificare il pagamento della TARI, del Canone Unico Patrimoniale per l’occupazione del suolo pubblico, delle fideiussioni e degli altri adempimenti economici previsti. Se queste circostanze saranno confermate dagli uffici, bisogna capire perché e quali iniziative siano state assunte dall’Amministrazione. Perché al cittadino che non paga quanto dovuto viene chiesto immediatamente di rispondere delle proprie responsabilità. È giusto. Ma allora la stessa severità deve valere quando a essere inadempiente, eventualmente, è il soggetto che gestisce un servizio pubblico”.

Fatture e penali: “Il Capitolato vale per tutti”

Altro punto sul quale la consigliera chiede chiarezza riguarda la documentazione contabile e l’applicazione delle eventuali penali previste dal capitolato: “Bisogna verificare anche la questione delle fatture emesse dall’Ente e, soprattutto, se siano state applicate le penali previste in presenza di eventuali inadempienze. La domanda è semplice: quali penali sono previste? Sono state contestate? Sono state applicate? Se non sono state applicate, per quale ragione? Il capitolato non può essere un documento valido soltanto quando bisogna chiedere qualcosa al cittadino o al gestore. Se contiene obblighi, deve essere rispettato in ogni sua parte”.

“Il cittadino deve rispettare il Codice della Strada. E le strisce blu?

È uno dei punti sui quali Petracca intende concentrare maggiormente l’attenzione: “Ai cittadini viene giustamente chiesto di rispettare il Codice della strada. Ma una domanda voglio rivolgerla all’Amministrazione: le strisce blu devono rispettare il Codice della strada oppure no?” Secondo le segnalazioni raccolte dalla consigliera, vi sarebbero stalli la cui collocazione, in particolare in prossimità di incroci, meriterebbe una verifica rispetto alle distanze e alle prescrizioni previste dalla normativa: “Non spetta al cittadino stabilire se uno stallo sia regolare o meno. Spetta agli uffici competenti verificarlo. Per questo chiedo un censimento completo degli stalli blu, con verifica della loro esatta ubicazione, della conformità alla segnaletica, alle ordinanze e al Codice della strada”.

“Se uno stallo non è regolare, non può diventarlo solo perché ci si può fare una multa”

“Questo deve essere chiarissimo – continua Petracca – . Se dalle verifiche emergerà che alcuni stalli sono privi dei necessari presupposti, non possiamo semplicemente far finta di nulla. In quel caso bisognerà accertare le responsabilità e adottare i provvedimenti conseguenti, compresa la rimozione o la regolarizzazione degli stalli che risultassero non conformi. E se dovesse essere confermata l’assenza dei necessari presupposti autorizzativi o normativi, allora quegli stalli dovranno essere considerati illegittimi e, ove ne ricorrano i presupposti, abusivi, con tutte le conseguenze del caso”.

Sosta veloce: “Dieci minuti previsti sulla carta, ma nella realtà?”

Altro punto centrale è la sosta veloce: “Se il capitolato prevede una tolleranza gratuita di 10 minuti, bisogna verificare perché questa previsione non venga concretamente garantita. Non è una questione di fare sconti. È una questione di rispettare ciò che è previsto negli atti”. La consigliera torna quindi sulle multe elevate davanti alle scuole: “Un genitore che si ferma pochi minuti per accompagnare il proprio figlio non deve trovarsi davanti a un sistema nel quale l’unica risposta è la sanzione. Se esiste una disciplina di sosta veloce, deve essere applicata correttamente”.

Il “giornaliero” di Vibo Marina: “Se la sosta è a pagamento fino alle 24, cosa copre davvero?”

Petracca chiede inoltre chiarezza sulla disciplina tariffaria della sosta a Vibo Marina: “Se la sosta è soggetta a pagamento fino alle 24:00, bisogna spiegare con assoluta chiarezza perché un titolo definito “giornaliero” possa non coprire l’intera fascia nella quale la sosta è a pagamento. Chiedo al Comune di rendere pubblici l’atto tariffario, la disciplina vigente e le condizioni precise del titolo giornaliero. Il cittadino deve sapere prima di pagare cosa sta acquistando, non scoprirlo quando deve effettuare un secondo pagamento”.

Abbonamenti, agevolazioni e personale: “Il servizio deve funzionare”

Petracca richiama inoltre le segnalazioni relative alle difficoltà nell’ottenimento degli abbonamenti e delle agevolazioni per i residenti, nonché nell’utilizzo dei canali telematici e nell’accesso alla sede del gestore: “Se il cittadino deve pagare, deve anche poter ottenere facilmente il servizio per il quale paga. Un sistema che rende complicata una pratica, un abbonamento o una richiesta di assistenza deve essere verificato”. Petracca chiede inoltre di verificare l’effettivo numero degli ausiliari impiegati: “Risulterebbero appena cinque ausiliari del traffico operativi. Anche questo dato deve essere confrontato con gli obblighi previsti dal capitolato”.

Accesso agli atti: “Voglio i documenti, non le rassicurazioni”

La consigliera ricorda di avere presentato una formale richiesta di accesso agli atti presso il Comando di Polizia Municipale: “Ho chiesto di visionare e acquisire contratti, planimetrie, atti, documentazione amministrativa e tutto ciò che serve per esercitare il mio mandato di controllo. Ad oggi non ho ancora ricevuto quanto richiesto. Lo ribadisco: non voglio rassicurazioni. Voglio documenti. Perché soltanto attraverso gli atti possiamo stabilire cosa è regolare, cosa non lo è e chi deve intervenire”.

E i proventi delle multe?

Petracca chiede infine un quadro chiaro sui proventi derivanti dalle sanzioni: “I cittadini hanno il diritto di sapere quanto viene incassato e come vengono utilizzate quelle risorse. La trasparenza deve riguardare non soltanto chi viene multato, ma anche ciò che accade dopo la multa”.

“Basta due pesi e due misure”

“La questione che pongo  conclude Petracca  è molto semplice: perché al cittadino viene chiesto il massimo rispetto delle regole mentre, di fronte a possibili inadempienze del gestore, l’Amministrazione appare molto meno esigente?. Io non voglio due pesi e due misure. Voglio una sola regola: il rispetto delle regole da parte di tutti. Se il cittadino sbaglia, paga la sanzione. Se il gestore non rispetta il capitolato, il Comune deve contestare l’inadempienza e applicare le conseguenze previste. Se uno stallo non rispetta il Codice della strada o non ha i necessari presupposti, deve essere verificato e, se necessario, rimosso. Se un obbligo economico non viene assolto, deve essere accertato. Se una penale è prevista, deve essere valutata e, quando ne ricorrono i presupposti, applicata. E se tutto questo sistema continua a presentare criticità, allora il Comune abbia il coraggio di porsi anche una domanda diversa: conviene davvero continuare così? Oppure è arrivato il momento di valutare una gestione diretta del servizio? La risposta non può essere ideologica. Deve arrivare dai numeri: costi, ricavi, personale, organizzazione, investimenti, controlli e benefici per la città. Una vera analisi costi-benefici dirà quale soluzione sia più sostenibile per l’Ente e più utile ai cittadini. Al sindaco Romeo chiedo di fare rispettare le regole anche a chi gestisce il servizio. Perché non può esistere una città nella quale il cittadino deve dimostrare di essere in regola mentre le strisce blu possono essere oggetto di dubbi sulla loro regolarità. Prima di chiedere ai cittadini di pagare, il Comune verifichi che tutto sia in regola. Prima di fare una multa, verifichi che lo stallo sia regolare. Prima di pretendere il rispetto del Codice della strada, verifichi che la segnaletica e gli stalli lo rispettino. E prima di chiedere fiducia ai cittadini, metta sul tavolo tutti gli atti. Le regole non possono essere forti con i cittadini e deboli con chi gestisce un servizio pubblico. A Vibo Valentia deve valere una sola cosa: le regole devono essere uguali per tutti”.

     

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