17 Agosto 2026
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Suppletive a Reggio Calabria, la rivolta contro il candidato “paracadutato”: nel Pd cresce il fronte per Vittorio Zito

Una parte dei dem punta sul sindaco di Roccella Jonica per sfidare il centrodestra e trasformare il voto in una battaglia contro le imposizioni romane. Nel mirino anche Cannizzaro: “Reuccio in Calabria, vassalluccio fuori”

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Sfruttare il servilismo dei padroni per vincere le suppletive di Reggio Calabria. Comincia a fare capolino nel PD, e in varie zone dell’area progressista, l’idea di una candidatura autorevole e allo stesso tempo rappresentativa dell’area metropolitana . E chissà che il trend non riesca ad imporsi sui soliti burocrati di partito, i quali pur di compiacere Roma sono pronti a dire sì alla imposizione di paracadutare un estraneo, peggio un alieno. E non importa se ci sei nato in Calabria, perché se non la vivi non è tua, non ti appartiene e non puoi degnamente rappresentarla, manco per sei mesi. Altro che chiacchiere.

Il fronte per Vittorio Zito

Ragion per cui cresce il fronte pro Vittorio Zito, sindaco della avanzata Roccella Jonica, socialista dei fatti amministrativi e non parolaio. Sarà difficile mettere da parte il respiro sempre più forte di una base dem che vede nel primo cittadino ionico una occasione per poter soffiare il seggio ad un Cannizzaro che da quando è primo cittadino di Reggio Calabria, pare aver smarrito il suo tipico acume. Capita quando ci si sente onnipotenti e quando si fa coincidere il partito con la propria persona politica. Ma capita anche quando la tua potenza si limita ad una provincia.

La concessione del “granaio” a Roma

Fosse stato il contrario il candidato al seggio camerale sarebbe stata espressione di una comunità e non concessione servilistica del proprio granaio a Roma. Perché il paracadutato/a che gli azzurri subiranno questo è: un atto di servilismo umiliante, che dimostra quanto certi reucci al di fuori della propria satrapia non comandano una jambrenga.

La sfida tra territorio e imposizioni romane

Di qui l’idea del Pd, o meglio della parte migliore dei dem, di schierare contro l’espressione delle imposizioni romane un candidato che appartiene al respiro della terra. Una contrapposizione che potrebbe aprire più di una breccia in un centrodestra insofferente al suo reuccio.

Reuccio in Calabria, vassalluccio fuori .

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