29 Settembre 2026
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Tajani dopo le Suppletive a Reggio: “Il centrodestra ha vinto da solo”. E riapre lo scontro con Vannacci

La vittoria di Fabio Roscioli diventa un punto politico da rivendicare. Il leader di Forza Italia torna ad attaccare il generale e difende la candidatura scelta dagli azzurri

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Il risultato delle suppletive di Reggio Calabria offre ad Antonio Tajani l’occasione per rivendicare la tenuta del centrodestra e, soprattutto, per rispondere alle critiche arrivate durante la campagna elettorale. Fabio Roscioli, candidato sostenuto dalla coalizione di governo, ha conquistato il seggio alla Camera con il 51,02% dei voti, davanti a Frank Benedetto, fermo al 36,59%. Domenico Giannetta, candidato di Futuro Nazionale sostenuto da Roberto Vannacci, ha chiuso al 10,94%.

È su questo dato che Tajani costruisce la propria lettura politica. Nell’intervista pubblicata oggi da La Stampa il ministro degli Esteri sostiene che l’esito sia arrivato nonostante le difficoltà previste alla vigilia. “Abbiamo vinto anche se tutti ci davano in difficoltà, e per me contano solo i fatti”, afferma il segretario di Forza Italia.

Il risultato, nella sua interpretazione, dimostrerebbe inoltre la capacità del centrodestra di correre e vincere autonomamente. Tajani lega questa considerazione anche al tema del cosiddetto voto utile, sostenendo che alle urne calabresi abbia prevalso il consenso alla coalizione di governo rispetto alla prospettiva di una vittoria del centrosinistra. Si tratta, naturalmente, della lettura politica espressa dal leader azzurro sul risultato elettorale.

Lo scontro con Vannacci

Il passaggio più duro dell’intervista riguarda Roberto Vannacci e Futuro Nazionale. Il nuovo movimento aveva scelto di presentarsi autonomamente nel collegio, candidando Domenico Giannetta, già esponente di Forza Italia. La sfida si è così trasformata anche in un confronto interno all’area del centrodestra.

Tajani attribuisce direttamente a Vannacci la responsabilità di avere scelto di competere contro il candidato della coalizione. “È stato Vannacci a candidarsi contro di noi e a cercare di farci perdere”, sostiene nell’intervista a La Stampa, aggiungendo che il voto utile sarebbe stato quello espresso a favore della coalizione di centrodestra.

Il segretario di Forza Italia torna quindi sulla metafora della Sassonia, utilizzata durante la campagna elettorale come riferimento alla possibilità per Futuro Nazionale di ottenere in Calabria un risultato particolarmente significativo. Tajani ribalta quella rappresentazione e sostiene che, alla prova delle urne, la sfida abbia avuto un esito differente da quello prospettato dal movimento di Vannacci.

Roscioli e la scelta del candidato

L’altro punto rivendicato da Tajani riguarda Fabio Roscioli, la cui candidatura era stata accompagnata da discussioni sulla sua provenienza romana e sulla sua conoscenza del territorio calabrese. I dati definitivi mostrano comunque che Roscioli ha superato il 50% dei voti, conquistando il seggio dopo lo scrutinio delle 487 sezioni.

Tajani difende la decisione presa dal partito e descrive Roscioli come un candidato scelto attraverso un percorso che, a suo giudizio, avrebbe tenuto conto della sua credibilità professionale e dei suoi rapporti istituzionali a Roma. L’obiettivo dichiarato, spiega il ministro, sarebbe stato individuare una figura in grado di essere utile alla Calabria anche attraverso la propria attività nella capitale.

Sul piano dei numeri, la candidatura ha ottenuto 38.359 voti. Benedetto si è fermato a 27.511, mentre Giannetta ha raccolto 8.226 preferenze. L’affluenza complessiva è stata del 22,34%, dato che costituisce uno degli elementi più rilevanti della consultazione.

“Andiamo avanti fino alla fine”

Nell’intervista trova spazio anche una difesa dell’operato del governo. Tajani sostiene che l’esecutivo debba continuare il proprio lavoro senza calibrare i provvedimenti esclusivamente sulle scadenze elettorali. “Andiamo avanti fino alla fine – afferma -. Le decisioni vengano assunte perché ritenute corrette e non per finalità elettorali”.

Il ministro rivendica inoltre l’azione del governo nei confronti dei cittadini e interpreta il risultato calabrese come una conferma della capacità della maggioranza di ottenere consenso attraverso i provvedimenti adottati. Anche in questo caso si tratta della lettura politica fornita dallo stesso Tajani nell’intervista.

Forza Italia e il rapporto con i Berlusconi

L’ultima parte dell’intervista riguarda Forza Italia e il rapporto con la famiglia Berlusconi. Tajani rivendica il percorso del partito da quando ne è diventato segretario, sostenendo che gli appuntamenti elettorali affrontati sotto la sua guida abbiano prodotto risultati positivi per gli azzurri. Sul futuro interno del partito, Tajani richiama il ruolo dei congressi e sottolinea che la possibilità di candidarsi alla leadership resta aperta. È una risposta anche alle discussioni sulla successione e sugli equilibri interni a Forza Italia.

Quanto alla famiglia Berlusconi, il segretario azzurro afferma che il rapporto con il partito rimane positivo e che il sostegno della famiglia non sarebbe accompagnato da condizioni. Tajani rivendica contestualmente l’autonomia finanziaria e politica di Forza Italia, spiegando che il partito raccoglie risorse anche attraverso iscritti e imprenditori.

Il quadro che emerge dalle parole del ministro è quindi quello di un partito che, dopo il risultato calabrese, intende sottolineare sia la propria autonomia sia la propria capacità di partecipare alla competizione elettorale senza l’apporto di Futuro Nazionale. Il dato oggettivo delle suppletive resta la vittoria di Roscioli con il 51,02%, accompagnata da un’affluenza del 22,34%.

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