“Il “giacobino” senza voti che ha costruito le sue fortune gettando fango su innocenti non è riuscito a riciclarsi a Tropea dove è stato bocciato clamorosamente dagli elettori. Senza lo scudo delle liste bloccate, l’ex senatore Morra racimola appena 30 voti, per cui il suo appeal elettorale è pari allo zero. L’antimafia di facciata, che punta solo ad annientare fisicamente gli avversari, non ha pagato anche questa volta. Ne so qualcosa, visto che il Morra mi fece dichiarare “impresentabile” per una multa cancellata, reato da cui sono stato completamente assolto sia in sede penale sia in sede di corte dei conti”. E’ quanto afferma Mimmo Tallini, già presidente del Consiglio regionale della Calabria.
“Si voleva riaffermare la cultura del sospetto”
Tallini aggiunge: “Gettando fango sulla nostra amata Tropea, vanto della Calabria nel mondo, il grillino senza voti pensava di riprendersi un ruolo. Gli elettori tropeani hanno invece premiato un sindaco bravo e capace come Giovanni Macrì, chiamato nei prossimi anni a consolidare il primato turistico di una delle più belle località d’Europa. La candidatura di Morra doveva servire a dare l’immagine di una città mafiosa. Senza farsi nessuno scrupolo del devastante danno d’immagine, si voleva riaffermare la cultura del sospetto. A me non resta che fare un grosso “in bocca al lupo” a Giovanni Macrì che sicuramente riuscirà a rafforzare l’immagine bella e positiva di una cittadina che appartiene a tutti noi calabresi”.









