Il maxi-progetto che dovrebbe unire Sicilia e Calabria finisce al centro di un vero e proprio caso mediatico. A seguito delle notizie trapelate riguardo un’indagine della Procura di Roma — che ipotizza scenari di corruzione e violazione del segreto d’ufficio — i riflettori sono puntati sulla regolarità dell’iter autorizzativo dell’infrastruttura.
L’indagine della Procura: cosa sta succedendo
L’inchiesta capitolina ha scosso l’opinione pubblica, coinvolgendo figure di primo piano che avrebbero, secondo le ipotesi accusatorie, cercato di condizionare il parere di legittimità della magistratura contabile sul progetto definitivo.
Le figure al centro dei sospetti includono un professionista del foro che ha fatto parte del CdA della società, un imprenditore e un ex vertice della Corte dei Conti. Questo sviluppo arriva in un momento cruciale, proprio mentre il progetto era sotto la lente d’ingrandimento per verifiche amministrative.
La reazione di Pietro Ciucci: “Siamo estranei ai fatti”
Di fronte all’esplodere della notizia, la società responsabile dell’opera ha deciso di uscire allo scoperto per difendere la propria posizione e tentare di blindare il futuro del ponte. L’amministratore delegato ha voluto marcare una linea di netta separazione rispetto alle persone coinvolte nelle indagini.
“Abbiamo accolto con sorpresa le notizie riportate dai media sulle indagini per le quali la Società è totalmente estranea” – dice Pietro Ciucci, Ad di Stretto di Messina – confermiamo la massima disponibilità a collaborare con le Autorità inquirenti e prenderemo tutte le misure necessarie a tutela degli interessi aziendali e del progetto”.
Massima trasparenza: il futuro del ponte non cambia
Nonostante la bufera giudiziaria, dai vertici della società arriva un segnale di continuità. L’obiettivo dichiarato resta quello di mantenere dritta la barra verso la realizzazione dell’opera, cercando di rassicurare le istituzioni e l’opinione pubblica sulla regolarità dell’operato aziendale.
“La Società prosegue nel suo impegno di realizzare il ponte sullo Stretto con massima trasparenza per adempiere alla missione affidatale dal Parlamento e dal Governo – sottolinea Ciucci – conformandosi a tutti i rilievi espressi dalla Corte dei conti nelle sue delibere così come dettagliatamente definito dal Dl “Commissari” dell’11 marzo 2026”.
La sfida per la società è ora quella di isolare l’inchiesta dal cantiere, evitando che i sospetti su presunte condotte illecite finiscano per bloccare o rallentare ulteriormente un’infrastruttura già oggetto di infinite polemiche e verifiche. La posizione ufficiale resta di totale collaborazione, nella speranza che l’azione della magistratura faccia chiarezza nel minor tempo possibile.









