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14 Marzo 2026
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Terremoto nel Pd a Cosenza: Alimena lascia la guida del gruppo consiliare e attacca il partito

Il consigliere comunale si dimette da capogruppo a Palazzo dei Bruzi e accusa la dirigenza locale di aver svuotato il progetto politico del centrosinistra. Nel mirino anche le Provinciali e il rapporto con il sindaco Franz Caruso

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A Palazzo dei Bruzi si apre una nuova fase per il gruppo consiliare del Partito Democratico. Francesco Alimena ha deciso di fare un passo indietro e di dimettersi dal ruolo di capogruppo, anticipando quello che, secondo diverse indiscrezioni politiche, appare ormai imminente: la possibile nomina di Francesco Graziadio come nuovo riferimento del gruppo dem in Consiglio comunale.

La decisione è stata formalizzata con una lunga lettera politica, nella quale il consigliere ripercorre i passaggi che hanno portato alla rottura con il sindaco Franz Caruso e con la Federazione provinciale del Partito Democratico di Cosenza. Un documento dai toni netti, che si inserisce nel clima già teso seguito alle recenti elezioni provinciali.

L’accusa alla classe dirigente locale

Nella missiva, resa pubblica oggi, Alimena mette in discussione la linea politica del partito a livello provinciale.

Secondo il consigliere, la distanza non è soltanto politica ma anche culturale. “Non mi riconosco più nella classe dirigente locale che oggi guida il nostro partito, una classe dirigente che appare sempre più impolitica, priva di tensione etica e incapace di interpretare il cambiamento”, afferma Alimena nella dichiarazione diffusa alla stampa.

Nel passaggio successivo richiama anche un’intervista rilasciata da Ferdinando Pignataro di Alleanza Verdi e Sinistra, pubblicata oggi da una testata del network locale. “Se questo è il ricambio generazionale e intellettuale che il Partito Democratico riesce a esprimere a Cosenza, perché mai le giovani e i giovani calabresi dovrebbero scegliere di tornare e impegnarsi in questa terra?”, sostiene il consigliere dem.

Il nodo del merito e delle carriere politiche

Alimena descrive un partito che, a suo dire, avrebbe smarrito il rapporto con le energie più giovani e innovative.

Nella lettera accusa una parte della dirigenza di vivere il partito come uno strumento di avanzamento personale. «In troppi casi alle energie migliori vengono tarpate le ali da una generazione che vive il partito come un taxi utile a raggiungere posizioni istituzionali, spesso senza il necessario merito e senza un adeguato consenso elettorale», scrive.

Nel suo ragionamento indica però anche un modello alternativo: quello dei Giovani Democratici, citati come esempio di organizzazione politica capace di muoversi con un obiettivo condiviso. “Continuano a muoversi in modo unitario attorno a un obiettivo politico comune: organizzare la speranza nel rispetto delle regole e dei processi democratici”, osserva.

Lo scontro sulle elezioni provinciali

Uno dei passaggi più duri della lettera riguarda le recenti elezioni provinciali, considerate dal consigliere la prova della crisi interna.

Secondo Alimena, il percorso che ha portato alla scelta dei candidati sarebbe stato gestito senza un vero confronto politico. “Un candidato divisivo per la coalizione e liste costruite con una logica cosenzacentrica, al solo scopo di blindare alcune candidature decise a tavolino”, sostiene.

Il consigliere critica anche il metodo seguito dalla federazione provinciale del partito. “La Federazione provinciale del PD non ha discusso né deliberato in alcun organismo una linea politica chiara né le candidature, smarrendo il senso stesso di comunità politica”, afferma nella lettera.

Le accuse sui “franchi tiratori”

Nel documento Alimena affronta anche il tema dei cosiddetti franchi tiratori, evocati nel dibattito politico dopo il voto provinciale.

La sua lettura dei risultati è differente rispetto alle accuse circolate nelle ultime settimane. “I numeri parlano chiaro: sono stati nel centrodestra. Faragalli registra oltre novemila voti in meno rispetto alle liste che lo sostenevano. Altro che “soccorso rosso”: se un soccorso c’è stato, è stato semmai azzurro”, scrive.

La critica al progetto politico della maggioranza

Nel passaggio finale della lettera, il consigliere lega la propria decisione alla crisi del progetto politico che aveva sostenuto l’elezione del sindaco Franz Caruso.

Secondo Alimena, il progetto “Cosenza 2050” non avrebbe più una reale consistenza politica. “Non esiste più la coalizione che lo aveva sostenuto e quel progetto ha smarrito la propria direzione politica, perdendosi nei giochi di palazzo e nelle logiche di potere”, afferma.

Da qui la decisione di lasciare la guida del gruppo consiliare del Partito Democratico.

Le dimissioni e il ruolo futuro in Consiglio

Il consigliere chiarisce che la scelta riguarda esclusivamente il ruolo di capogruppo e non il suo mandato in Consiglio comunale.

“Le dimissioni sono un atto politico chiaro e legittimo”, scrive nella lettera. Al tempo stesso contesta il metodo con cui sarebbe stata anticipata la sua sostituzione attraverso indiscrezioni giornalistiche.

Alimena annuncia comunque l’intenzione di restare consigliere comunale fino alla fine della consiliatura. “Continuerò a svolgere il mio ruolo di consigliere comunale semplice nel rispetto del mandato che gli elettori mi hanno affidato”, conclude, indicando anche l’obiettivo di contribuire alla costruzione di una nuova coalizione progressista in vista delle elezioni del 2027.

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