“Un momento costituente, dal quale arriveranno effetti positivi per l’area di centrosinistra calabrese”. Enzo Bruno, consigliere regionale della lista Tridico, è convinto che la sessione formativa organizzata dall’ex candidato presidente, eletto all’ europarlamento nelle file del Movimento 5stelle, creerà i presupposti per unire meglio le forze progressiste.
E forse non si sbaglia, poiché la partecipazione agli ultimi simposii europei da parte di vari amministratori calabresi di area, è stata importante.
Di solito le liste dei candidati a presidente della regione, si sfaldano nel post elezioni, al più mantengono il gruppo consiliare per intuibili ragioni. La lista Tridico può, invece, essere definita un fenomeno in controtendenza?
“Dice bene, il nostro gruppo non solo non si è dissolto, ma sta crescendo giorno dopo giorno in una terra quanto mai bisognosa di punti di riferimento. E Pasquale Tridico sta dimostrando di esserlo rafforzando di continuo quella cinghia di trasmissione tra il contesto europeo e la Calabria. In questo senso, il confronto da lui promosso a Bruxelles tra amministratori di vario livello, esperti , simpatizzanti e istituzioni europee incrocia la domanda di formazione che giunge forte dai territori e che la politica non soddisfa. La nostra esperienza, al contrario, fa della formazione continua un punto fortemente identitario”.
Consigliere Bruno, nella due giorni di Bruxelles, il confronto ha focalizzato inevitabilmente il nesso di causalità tra la crisi delle aree interne e lo svilimento delle province. Lei peraltro è stato presidente della provincia di Catanzaro a lungo..
“Sono stato alla giuda dell’ente intermedio nel momento in cui si consumava la catastrofe della legge Del Rio, che di fatto ci svuotava di risorse e di contenuto con ricadute terribili sulla efficienza, anzi sull’esistenza stessa dei servizi. L’entroterra è la dimensione più penalizzata dalla distruzione de facto della provincia. Prima, bene o male, si riusciva a far fronte alle esigenze legate alla viabilità, alla infrastrutturazione scolastica, ai trasporti, per fare solo alcuni esempi; dopo lo svuotamento, certe competenze sono venute meno, contribuendo in maniera sostanziale ad alimentare quel processo di isolamento tutt’ora inarrestabile. Come puoi fermare l’abbandono dai nostri pur splendidi borghi interni, se non freni la morìa dei servizi essenziali, come quelli sanitari. Stanno smontando tutto: 118, guardie mediche, presidi ospedalieri, laboratori, non si può andare avanti così”.
Come se ne potrebbe uscire?
“Va ricostruito il sistema delle autonomie locali per ridare ai sindaci in primis punti di riferimento certi e concreti, non di carta pesta. Il che significa anche connetterli alle opportunità comunitarie, che sovente non vengono colte per mancanza di raccordo istituzionale. Su questo fronte saremo operativi e illustreremo dettagliatamente le nostre proposte già in consiglio regionale”.
Tornando al ‘gruppone’ Tridico, l’esperienza di Bruxelles, ha confermato l’esistenza di un centrosinistra vivo, forte di pensiero, ma non inquadrato nei tradizionali partiti. Lei non ritiene che a questa energia bisognerà presto dare una forma per renderla competitiva già alle prossime amministrative?
“Ha ragione, noi siamo una fetta importante della politica calabrese. Pasquale Tridico però non ha voluto darci una veste organizzativa, non ce n’è bisogno, dal momento che esiste già il legame importante con la persona, con lo studioso di caratura internazionale che da del tu al nobel Stigliz, mettendo a disposizione il proprio sapere e le proprie conoscenze della causa del Mezzogiorno d’Italia. Non serve una forma partito o movimentista quando tutti gli amministratori possono contare sulla disponibilità di una persona del genere”.
Insisto: ad un ‘tridichiano’ che non militi né nel PD nè nel M5s, e ve ne sono parecchi, una casa politica prima o poi la si dovrà dare per evitare dispersioni. Per esempio: cosa farete alle elezioni comunali di primavera, ci saranno liste a Reggio, Crotone e in altre realtà interessate dal voto?
“Io questo non glielo so dire. Una cosa è sicura, il movimento spontaneo attorno alla figura di Tridico sta crescendo a vista d’occhio. Ciò anche in forza di un lavoro importante che stiamo facendo in consiglio regionale, dove le battaglie di opposizione vera del presente ci aiuteranno a costruire la possibile maggioranza del futuro. Le persone prima di mandarci al governo devono valutare il prodotto amministrativo, che deve essere serio. Guardi, ad esempio, alla questione del tanto dibattuto fondo sociale. Gli esecutivi nazionale e regionale non lo hanno ancora richiesto nelle forme dovute all’Europa. Ebbene, su questo Pasquale Tridico sta stimolando l’attenzione perché vengano seguite in breve termine tutte le procedure richieste onde evitare di perdere le provvidenze”.









