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5 Dicembre 2025
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Tridico non molla subito e resta in Consiglio regionale: sessanta giorni per tracciare il solco dell’opposizione

Rinviato di due mesi un eventuale ritorno a Bruxelles. Così prova a dettare tempi e temi mentre nella maggioranza serpeggiano malumori. L’area progressista è chiamata a forzare le crepe del presidenzialismo calabrese

Pasquale Tridico non mollerà subito, come erroneamente previsto da taluni, la carica di consigliere regionale. L’ex parlamentare Barbuto, che verosimilmente gli subentrerà a Palazzo Campanella, dovrà attendere ancora un po’, almeno due mesi buoni.

La strategia: usare tutto il tempo a disposizione

Il già candidato alla presidenza della regione per il campo largo ha fatto intendere che sfrutterà l’intero tempo a sua disposizione prima di optare per un eventuale ritorno a Bruxelles. La ragione è chiara: Tridico vuole tracciare immediatamente il solco, nella speranza che l’opposizione lo segua.

Sessanta giorni bastano?

Ma sessanta giorni basteranno per dare una linea di condotta duratura, per gettare le premesse di un’attività consiliare finalmente dignitosa e non dormigliona? Difficile dirlo, bisognerà capire quale sarà l’approccio del centrosinistra consiliare da subito, a partire dalla presentazione della nuova giunta in assise; una giunta i cui criteri di formazione stanno fertilizzando un fittissimo sottobosco di delusione e astio in vari settori della maggioranza, che il Presidente dovrebbe considerare con maggiore attenzione, anziché credere a sciocconi di corte che gabellano la credenza per cui “siccome non esiste consigliere che voglia suicidarsi ,dopo aver faticosamente raggiunto carica e status economico, tutti staranno allineati e obbedienti”.

Le crepe del presidenzialismo calabrese

Non è così: ci sono tecniche politiche molto infide per picconare un presidenzialismo senza contrappesi quale quello calabrese. E gli scontenti le attueranno, restando dove sono, fingendosi bravi scolaretti e sorridendo pure al Capo magari, ma le attueranno, a meno che non venga inserito nel codice penale il reato di “informativa resa ai vertici nazionali su qualche deriva amichettistica”. In una situazione del genere , spetterebbe all’area progressista fare da divaricatore nei confronti dei malesseri che solcano le forze di maggioranza, enfatizzarli, esasperarli.

Niente meteore: verifiche sui banchi della minoranza

Tridico, che non farà la meteora, lo sa benissimo, ma prima vorrebbe verificare da vicino se sugli scranni della minoranza c’è qualche ‘parente’ stretto di qualche oppositore dormiglione del recente passato, o addirittura se c’è qualche consigliere di maggioranza travestito da oppositore. Sì, perché, qualora dovesse prevalere l’indirizzo di quelli che “faremo un’opposizione costruttiva”, assisteremo allo stesso film degli ultimi anni, con una minoranza fondamentalmente imbelle e comprimaria.

Dettare tempi e argomenti

Il professore pentastellato sa che c’è il pericolo di un inverecondo remake, anche per colpa delle segreterie Pd e Cinque Stelle, sostanzialmente delegittimate dal voto, per questo proverà a dettare tempi e argomenti, muovendo fondamentalmente da una caratteristica che gran parte dei ‘suoi’ eletti hanno: non aver avuto ruoli di governo o di sostegno ai governi di centrosinistra del passato. Partire dalla premessa per cui uno di centrodestra non possa piu’ dire ad un oppositore “tu che rimproveri me, guarda che in passato hai fatto di peggio”, è un fattore di enorme importanza. Sarà sfruttato?

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