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3 Aprile 2026
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Calabria
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Vibo, l’entroterra si ribella alle pale giganti. I quattro sindaci dell’Angitola fanno fronte comune contro l’eolico

Le amministrazioni di Filadelfia, Maierato, Monterosso Calabro e Polia bocciano il progetto di un gruppo altoatesino. Sotto accusa l'impatto "irreversibile" di torri alte 200 metri

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Le Serre vibonesi tornano a essere terreno di scontro tra la transizione energetica industriale e la tutela del paesaggio. I comuni di Filadelfia, Maierato, Monterosso Calabro e Polia hanno alzato un muro compatto contro la proposta di un nuovo parco eolico, avanzata da un gruppo societario dell’Alto Adige e attualmente all’esame della Regione Calabria per l’iter autorizzativo. La mobilitazione istituzionale punta a scongiurare quello che viene definito come un assalto a un territorio già profondamente segnato dalla presenza di infrastrutture energetiche.

Sette aerogeneratori per il “Cuore Verde” della Calabria

Il piano industriale prevede l’installazione di sette mastodontici aerogeneratori, ciascuno con un’altezza superiore ai duecento metri. Nello specifico, cinque turbine dovrebbero essere posizionate nel territorio di Polia e due in quello di Filadelfia. L’impatto, tuttavia, si estenderebbe ben oltre i siti di installazione, poiché le opere connesse e le infrastrutture di rete interesserebbero anche i territori di Monterosso Calabro e Maierato.

I sindaci denunciano l’assenza di benefici per la collettività: “Ancora una volta – sottolineano in una nota congiunta – i Comuni delle basse pendici delle Serre Occidentali, affacciati sull’area protetta del Lago Angitola, potrebbero essere interessati da un piano industriale che non solo non ha alcuna positiva ricaduta sociale ed economica sulla popolazione, ma impatta negativamente sul paesaggio e sull’ambiente”.

Il precedente del Monte Coppari e la memoria del territorio

Per gli amministratori locali si tratta di una battaglia già vissuta. Solo tre anni fa, una proposta simile che mirava alla faggeta del Monte Coppari fu bloccata grazie alla sinergia tra istituzioni e cittadini. In quell’occasione, la Regione Calabria sancì l’incompatibilità ambientale dell’opera.

“Purtroppo ci risiamo” scrivono i sindaci evidenziando come, nonostante i precedenti dinieghi, le multinazionali dell’energia continuino a puntare sulle medesime aree. Secondo le amministrazioni, questi progetti rischiano di “vanificare le iniziative di promozione del territorio” e di compromettere definitivamente i programmi di sviluppo turistico e naturalistico legati all’integrità del patrimonio boschivo e forestale, considerato vitale anche per la prevenzione del dissesto idrogeologico.

L’appello alla mobilitazione contro gli “effetti ecosistemici”

La posizione dei primi cittadini è di “decisa e ferma contrarietà” verso un intervento giudicato capace di generare “irreversibili e negativi effetti ecosistemici”. Nel documento sottoscritto da Anna Bartucca (Filadelfia), Giuseppe Rizzello (Maierato), Antonio Giacomo Lampasi (Monterosso Calabro) e Luca Alessandro (Polia), viene ribadita la volontà di preservare l’identità storico-culturale di queste “piccole ed orgogliose comunità”.

“Ai fini di uno sviluppo sostenibile per la collettività – affermano i sindaci – riteniamo prioritario preservare e valorizzare i paesaggi, i boschi, le acque, le specie animali e vegetali”. Da qui l’invito finale rivolto ai residenti e alle associazioni: “Invitiamo tutta la società civile a mobilitarsi a difesa della vita dell’ambiente”.

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