Da giorni la stampa nazionale dedica ampio spazio al caso Minetti, l’igienista dentale graziata dal Presidente Mattarella ed in passato assurta agli onori della cronaca per la sua vicinanza a Silvio Berlusconi. Lasciando da parte l’iter tecnico-procedurale della vicenda, che vede coinvolti nell’ordine la Presidenza della Repubblica che ha trasmesso la pratica per l’istruzione al Ministero della Giustizia – che a sua volta ha chiesto alla Procura Generale di Milano di effettuare le verifiche del caso per come prevede la normativa in materia – gli aspetti che riteniamo più salienti e sui quali intendiamo soffermarci sono altri. Nonostante tale premessa, non possiamo però esimerci dall’evidenziare come anche questa vicenda abbia fatto emergere il consueto modus operandi di quella parte di stampa nazionale che, distorcendo fatti ed iter procedurali, utilizza qualsiasi evento per costruire narrazioni in linea con la sua crociata antigovernativa.
Nordio, la Procura Generale di Milano e le verifiche sulla grazia
In questo contesto sono state attribuite al Ministro Nordio responsabilità attinenti alle verifiche dei documenti prodotti dalla Minetti a supporto della propria domanda di grazia, accertamenti che, invece, per come è noto e per come riconosciuto dallo stesso capo della Procura Generale di Milano Francesca Nanni, spettavano a tale ultimo ufficio.
Ranucci, l’Uruguay e il teorema su Nordio
La palma del migliore dei peggiori nella circostanza spetta al giornalista Sigfrido Ranucci, il quale, ospite della trasmissione di Rete 4 “E’ sempre Cartabianca” , condotta da Bianca Berlinguer, ha affermato che una fonte gli avrebbe riferito di aver visto nei primi giorni di marzo il Ministro Nordio nel ranch di Cipriani in Uruguay (Giuseppe Cipriani, per chi non lo sapesse, è il compagno della Minetti).
La solita tattica di Ranucci che, fissato un obiettivo (in questo caso delegittimare Nordio e con lui il Governo Meloni) gli costruisce intorno un teorema basato sul nulla, nella fattispecie smentito in diretta dallo stesso ministro, ma idoneo comunque a veicolare l’idea di un’ipotetica perorazione da parte di Nordio degli interessi della Minetti.
Il caso Ranucci su Mediaset e il precedente con Berlusconi
Il “caso” Ranucci assume importanza, ai fini del nostro intervento, non per il contenuto delle sue affermazioni, ma per ciò che rappresenta la sua stessa partecipazione in prima serata ad un programma di approfondimento politico su una rete Mediaset.
A tal proposito va ricordato che Ranucci è stato uno dei più acerrimi detrattori di Silvio Berlusconi, nei confronti del quale ha lanciato accuse gravi e volgari anche dopo la sua morte, tanto da indurre Marina Berlusconi, primogenita del cavaliere, a bollare il contenuto di una delle puntate del programma “Report” dedicate al padre come il peggior pattume mediatico-giudiziario.
La domanda politica: perché Mediaset ospita il peggior detrattore del Cavaliere?
Di fronte a tutto questo bisogna allora chiedersi cosa abbia potuto indurre i figli del fondatore di Mediaset a rinnegare il padre ospitando il suo peggior detrattore.
Escludiamo che una decisione del genere possa essere stata assunta dalla Berlinguer senza il preventivo assenso di Marina e Pier Silvio e riteniamo invece che la presenza di Ranucci si innesti in un contesto più ampio che da qualche mese coinvolge tutti i principali programmi di approfondimento politico di Rete 4.
Rete 4, l’inversione a U e gli ospiti progressisti
Una netta inversione ad U della linea editoriale che si manifesta con la presenza sempre più massiccia di ospiti e commentatori appartenenti al mondo progressista, al punto tale che spesso, di fronte agli attacchi mossi al governo Meloni, si fatica a distinguere Rete 4 da La7.
Dalla stima per Meloni al cambio di clima
I rapporti tra i figli di Berlusconi e Giorgia Meloni fino al mese di dicembre erano caratterizzati da stima reciproca, tant’è che Pier Silvio elogiava pubblicamente il Presidente del Consiglio apprezzando l’operato del suo governo e definendola il miglior premier d’Europa.
Non è facile capire a cosa possa essere dovuto questo mutamento che, pur in mancanza di dichiarazioni che diano adito ad un cambio di valutazioni rispetto a dicembre, emerge tuttavia in maniera chiara dai fatti sopra considerati, quello che ci sentiamo di escludere è che il tutto possa essere collegato a ragioni di opportunità politica in vista del prossimo rinnovo del Parlamento.
Forza Italia, il rischio terzo polo e l’ipotesi economica
In un regime bipolare come quello italiano infatti allontanare Forza Italia dalla sua attuale e naturale collocazione sarebbe un vero e proprio suicidio politico; quanti elettori seguirebbero il partito in un ipotetico terzo polo di centro destinato comunque all’irrilevanza o, ancor peggio, in una fantasiosa avventura in compagnia del Partito democratico e dei grillini?
E’ molto più plausibile ipotizzare che Marina e Pier Silvio Berlusconi stiano tentando di esercitare pressioni sulla Meloni per ragioni connesse a future scelte di politica economica del Governo che andranno ad incidere sul sistema finanziario del paese; questo genere di scelte tocca interessi che muovono migliaia di miliardi e tutti i maggiori gruppi imprenditoriali sono interessati a tali determinazioni.







