29 Novembre 2025
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Calabria

Il nuovo Consiglio regionale riparte dalle poltrone: ecco la legge per la giunta a 9 e spuntano i sottosegretari

Sul tavolo la modifica dello Statuto. Previsto l’ampliamento dell'esecutivo e l’introduzione di due sottosegretari alla Presidenza. La proposta porta la firma dei cinque capigruppo del centrodestra

Primo vero banco di prova per il Consiglio regionale della Calabria dopo l’elezione dell’Ufficio di Presidenza. Nella seduta convocata per il 20 novembre, la maggioranza mette sul tavolo uno dei provvedimenti più delicati: la revisione dello Statuto regionale, cuore dell’ordinamento calabrese, attraverso la Proposta di Legge Statutaria n. 1/13ª firmata dai capigruppo Giannetta, Caputo, Pitaro, Mattiani e Brutto. L’obiettivo politico è chiaro: ampliare la Giunta da 7 a 9 assessori. Ma nel testo compare anche un altro tassello destinato ad aprire un dibattito serrato: la possibilità per il Presidente della Regione di nominare due Sottosegretari alla Presidenza.

La Giunta verso l’allargamento

La proposta interviene sull’articolo 35 dello Statuto del 2004, che da oltre vent’anni fissa a sette il numero massimo degli assessori, includendo il Presidente. La riforma si fonda sulla legislazione statale aggiornata con la legge 122/2025, che modifica il D.L. 138/2011 e consente alle regioni sotto i due milioni di abitanti di aumentare fino a due unità il numero degli assessori.

La frase chiave dello Statuto – “non superiore a sette” – verrebbe sostituita con “nel numero massimo consentito dalla legge statale”. Un dettaglio tecnico dal forte valore politico: la Calabria affida così alla normativa nazionale un rinvio mobile, che consentirà eventuali futuri ampliamenti senza dover riaprire ogni volta la procedura di revisione statutaria. Secondo i proponenti, si tratta di un adeguamento necessario per garantire un governo “più funzionale e coerente con la cornice normativa vigente”, senza nuovi costi per il bilancio regionale, come chiarito anche nella relazione tecnico-finanziaria.

La novità dei Sottosegretari

Accanto all’aumento degli assessori, l’altra modifica sostanziale è l’introduzione dell’articolo 34-bis, che permette al Presidente della Giunta di nominare fino a due Sottosegretari alla Presidenza. Si tratta di figure con funzioni di supporto diretto al Presidente, abilitate a partecipare alle sedute della Giunta senza diritto di voto e sottoposte alle stesse norme di ineleggibilità e incompatibilità dei Consiglieri regionali.

Tutto scritto nero su bianco nell’articolo 2 della proposta di legge: “possibilità per il Presidente della Giunta regionale, di nominare fino a due sottosegretari che possano coadiuvarlo nello svolgimento dei compiti inerenti al mandato, con la finalità di assicurare un più efficiente coordinamento dell’azione di governo”.

La proposta di modifica – si legge nel documento – si inserisce in un più ampio “percorso di rafforzamento dell’efficienza dell’azione di governo regionale, di semplificazione dei processi decisionali e di miglior raccordo tra la Presidenza e l’insieme della Giunta”. La riforma richiama esperienze già presenti in regioni come Lombardia, Marche, Piemonte, Toscana, Emilia-Romagna, Abruzzo e Molise, collocandosi in un trend nazionale che mira a potenziare la capacità di coordinamento interno degli esecutivi locali. La disciplina concreta – funzioni, deleghe, eventuali indennità – sarà rimandata a una successiva legge regionale ordinaria, come specificato testualmente nella proposta.

La clausola finanziaria: “nessun nuovo onere”

La riforma si presenta come a costo zero, in linea con quanto stabilito dalla stessa legge statale che consente gli ampliamenti (“nei limiti degli stanziamenti di bilancio e senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica”). Nel testo viene ribadito che l’intervento è di natura “ordinamentale”, e che l’introduzione dei Sottosegretari non comporta di per sé nuove spese, rinviando alla successiva normativa ogni scelta operativa.

Sul piano politico, tuttavia, non mancano le domande: il rafforzamento della struttura di governo potrà davvero essere neutro per le casse pubbliche, soprattutto quando si passerà alla fase attuativa? La risposta potrebbe arrivare più avanti, quando la giunta proporrà la legge che definirà ruoli e compensi dei Sottosegretari.

Modello di governo più verticale

La revisione dello Statuto segna un passaggio di peso nell’architettura istituzionale calabrese. L’allargamento della Giunta a nove membri e la creazione di due figure politiche aggiuntive come i Sottosegretari delineano un assetto più ampio e verticalizzato del potere esecutivo. I promotori parlano di una riforma necessaria per “aumentare l’efficienza dell’azione di governo e semplificare i processi decisionali”. Giovedì pomeriggio, in Aula, si capirà se il centrodestra tirerà dritto verso l’approvazione o se la discussione aprirà le prime crepe nella maggioranza.

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