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10 Marzo 2026
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Occhiuto, il “volto nuovo” che Forza Italia cerca davvero? Smentite, ambizioni e ombre giudiziarie

Mentre il governatore nega mire sulla segreteria nazionale, i segnali raccontano altro. Ma tra carisma, gestione del potere e un avviso di garanzia, resta una domanda chiave: è davvero lui l’uomo giusto per rilanciare il partito nell’era post-Berlusconi?

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Il presidente Occhiuto ha più volte ribadito che l’incontro tenutosi a Palazzo Grazioli, dal titolo “In libertà- pensieri liberali per l’Italia”, non mira assolutamente alla nascita di una sua corrente all’interno di Forza Italia con lo scopo di preparargli la strada per la scalata del partito, ma ad offrire un contributo di idee per accrescere il peso di Forza Italia all’interno del centrodestra.

Partendo dal dato di fatto che in politica quasi sempre le verità si celano dietro le smentite – ed infatti sui social esiste il gruppo “Noi che vogliamo Roberto Occhiuto segretario di FI”, gestito dalla sua fedele segretaria Veronica Rigoni – riteniamo che il tema non sia se Occhiuto miri a prendere il posto di Tajani, aspirazione più che legittima, ma se possegga le qualità per poter incarnare quel volto nuovo al quale Pier Silvio Berlusconi ritiene necessario affidare la guida di Forza Italia per rilanciarne l’immagine nel paese.

Cosa significa davvero “volto nuovo”

A tal fine bisogna cominciare col chiarire cosa intenda il secondogenito del Cavaliere quando parla di volto nuovo a cui affidare la conduzione del partito. Certamente, pur avendo un suo peso, la questione anagrafica non è quella dirimente; è vero che Tajani, pur conservando una mente brillante, ha più di settanta anni e non può avere le energie fisiche che gli consentono di poter essere sempre presente in cielo, in terra ed in ogni luogo come il ruolo esigerebbe, e che il doppio salto generazionale che lo separa dall’elettorato più giovane – che rappresenta l’ossigeno indispensabile per tutti i partiti – gli crea fisiologiche difficoltà nel rapportarsi con esso. Ma riteniamo che la vera essenza del volto nuovo invocato da Pier Silvio sia rappresentata da quel carisma che rappresentava la nota caratterizzante del padre.

Il carisma perduto e il confronto con Meloni

Un leader capace di tenere unito il partito, mediare con gli alleati, ma di imporre quasi sempre la propria visione, mentre oggi Forza Italia appare eccessivamente schiacciata sulle posizioni della Meloni, la quale, a nostro avviso, oggi è il leader politico che per carisma, assonanza caratteriale (da intendersi come prontezza ed incisività nel far emergere i limiti argomentativi degli antagonisti politici attraverso la sagacia) e capacità di instaurare rapporti personali con i leader mondiali, più si avvicina al fondatore di Forza Italia. E che le cose stiano in questi termini lo si ricava dalle stesse parole di Pier Silvio che, nel riconoscere le spiccate capacità relazionali della Meloni, la incorona quale miglior leader europeo.

Occhiuto tra età, gestione del potere e “cerchio magico”

Stabiliti i giusti equilibri tra il dato anagrafico e tutto il resto e ritornando al quesito iniziale, se da un lato è innegabile che la carta di identità del governatore calabrese è migliore rispetto a quella di Tajani – e questo gli dovrebbe rendere più agevole connettersi con le nuove generazioni – è pur vero che egli al merito ha dimostrato di preferire l’amichettismo, e che in Calabria tiene compatto il proprio gruppo (leggi cerchio magico) e si impone agli altri partiti del centrodestra con la distribuzione di prebende ed incarichi. Già di per sé tutto questo colloca Occhiuto in una posizione molto distante da quel personaggio carismatico che è stato Silvio Berlusconi e che oggi il figlio ricerca per riportare il partito ai fasti di un tempo.

L’avviso di garanzia e il fattore imbarazzo

Nel contesto di quel che stiamo trattando, va aggiunto che potrebbe rivelarsi pregiudizievole nei confronti delle ambizioni del governatore pure un’altra circostanza, quella inerente all’avviso di garanzia notificatogli dalla Procura di Catanzaro. A tal proposito abbiamo sostenuto che se quell’avviso di garanzia dovesse portare ad un rinvio a giudizio poco o nulla inciderebbe sulla sua posizione di presidente della regione, ma riteniamo che il peso cambierebbe se un’evenienza del genere dovesse concretizzarsi prima di un suo ipotetico insediamento alla guida di Forza Italia, diverrebbe infatti estremamente imbarazzante affidare un partito, pur garantista, ad un politico già rinviato a giudizio.

Congresso lontano, giochi aperti

Stando così le cose, appare eccessivo l’entusiasmo di chi vede Occhiuto già sul podio più alto del partito; al congresso manca più di un anno e tante cose possono cambiare, ed infatti in pochi giorni lo stesso Occhiuto è passato da una posizione di assoluto diniego verso un suo interesse alla segreteria nazionale ad una più possibilista.

D’altro canto va tenuto nella giusta considerazione sia il fatto che, insieme ad Occhiuto, pure il governatore del Piemonte Alberto Cirio ed il vicepresidente della Camera Giorgio Mulè sono in pole position, sia la circostanza che lo stesso Tajani non ha alcuna intenzione di cedere le armi senza combattere.

Il vero potere: famiglia Berlusconi

Insieme a tutto questo, a consigliare più cautela ai fans di Occhiuto dovrebbe essere quella verità che tutti conoscono: al di là dei proclami, dei convegni e degli accattivanti propositi, alla fine saranno determinanti le indicazioni di Marina e Pier Silvio Berlusconi, i quali col loro portafoglio mantengono in piedi il partito.

Tale dato di fatto ci riporta ai dubbi iniziali: in che considerazione possono tenere due imprenditori di successo, abituati a scegliere i propri uomini di fiducia sulla scorta delle attitudini e del merito, chi, al contrario, predilige l’amichettismo ed al contempo gestisce la regione che dovrebbe amministrare come un trampolino di lancio verso le vette nazionali?

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