Il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, ha voluto far precedere l’incontro natalizio con la stampa calabrese spiegando loro la sua idea “liberale” con la quale intende aiutare la politica del centrodestra a crescere trovando nuove idee e nuovi stimoli. Per fare ciò Occhiuto ha utilizzato le pagine di un giornale molto caratterizzato e affine alle idee che si propone di esporre e portare avanti.
Il Foglio e l’intervista
Il giornale è Il Foglio di Claudio Cerasa che lo dirige, e Giuliano Ferrara che l’ha creato. L’intervistatore è stato il giornalista Luca Roberto, il quale non dubita del retropensiero di molti.
Il retroscena: Arcore e la famiglia Berlusconi
Dietro questa vicenda ci sarebbe la famiglia Berlusconi. Anche se viene omesso (forse giustamente) il nome di Carlo Confalonieri che è stato il più antico depositario del verbo berlusconista. Sarebbe assai strano che non ci fosse l’interesse di Arcore nella vicenda in essere. Tuttavia Occhiuto risponde preliminarmente che si trova d’accordo con Marina Berlusconi nel combattere, per esempio, le varie corporazioni, dai tassisti ai balneari, tipica platea elettorale della destra.
Una proposta che smuove le acque
La proposta di Occhiuto, che nel frattempo si è rafforzato su tutti i fronti, va presa seriamente in considerazione se non altro perché smuove le acque stagnanti di quella che una volta si chiamava la “politique politicienne”, ovvero il solito trasformismo/tatticismo. Durante la conferenza stampa del 23 dicembre il presidente si è sforzato, riuscendovi solo in parte, di spiegare il senso di questa sua idea.
I due limiti dell’operazione “liberal”
Al netto dei contenuti, sempre discutibili come tutte le cose umane, la proposta Occhiuto sembra avere due limiti, apparentemente insuperabili. Il primo limite è dato dal nocciolo del suo pensiero che appare lontanissimo dai sovranisti e dai populisti ovvero da Matteo Salvini e Roberto Vannacci cui la sola parola “liberal” potrebbe rappresentare una bestemmia; ma anche – secondo limite – dalla premier Giorgia Meloni che, come scrive Massimiliano Griner nel suo Il giocoliere nero. Giorgio Almirante tra due fuochi (Marlin, 2025), annota: “Resurfacing shadows: Giorgia Meloni’s rise to power. The emergence of post-fascist populism in Italian politics and Fratelli d’Italia’s youth appeal”
(traduzione: Ombre che riaffiorano: l’ascesa al potere di Giorgia Meloni. L’emergere del populismo postfascista nella politica italiana e l’attrattiva giovanile di Fratelli d’Italia), ovvero «il titolo di una tesi di laurea magistrale scritta da Alessandro Paini per un Master in Studi su Conflitto e Sviluppo (Conflict and Development Studies) all’Università di Ghent, che analizza l’ascesa di Meloni, il populismo post-fascista e l’attrattiva di Fratelli d’Italia per i giovani, esplorando le radici del fenomeno politico italiano».









