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15 Gennaio 2026
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Patrimonio culturale e innovazione: il MArRC presenta i risultati del primo cantiere di digitalizzazione

Il progetto ha coinvolto oltre 12.000 beni, in gran parte provenienti dal santuario di Griso Laboccetta, risalente all’antica Rhegion

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Si è tenuto oggi, nella Sala Conferenze del Museo archeologico nazionale di Reggio Calabria (MArRC), l’evento ufficiale di presentazione dei risultati del primo cantiere di digitalizzazione del patrimonio culturale. L’iniziativa, finanziata dal Pnrr e coordinata dall’Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale – Digital Library del Ministero della Cultura, rientra nel Sub-investimento 1.1.5 della Misura M1C3 1.1.1.

“Rendere il patrimonio più accessibile e inclusivo”

Capofila del progetto è stato proprio il MArRC, alla guida di un cluster regionale che comprende anche i musei archeologici di Lamezia Terme, Gioia Tauro e Vibo Valentia, per un totale di oltre 28.000 beni digitalizzati. “Rendere il patrimonio più accessibile e inclusivo è la nostra missione”, ha dichiarato Fabrizio Sudano, direttore del MArRC. “La digitalizzazione ci consente di tutelare il passato e allo stesso tempo dialogare con il presente, innovando l’esperienza museale”.

Il progetto ha coinvolto oltre 12mila beni

Al MArRC, il progetto ha coinvolto oltre 12.000 beni, in gran parte provenienti dal santuario di Griso Laboccetta, risalente all’antica Rhegion. Le operazioni, iniziate a gennaio, sono state affidate al Consorzio Maggioli e realizzate da Sinapsys, società del gruppo, con il supporto di Maggioli Cultura e Turismo. La squadra tecnica era composta da Domenico Critelli (fotografo), Aba Muleo (restauratrice) e Alessandra Milea (tecnico del restauro), con la supervisione di Laura Criscuolo e la coordinazione di Marco Di Lieto. Il lavoro ha incluso riprese fotografiche ad altissima definizione, schedature dettagliate, verifica dello stato conservativo e riordino nei depositi.

Conservazione, accessibilità e valorizzazione

“Per noi, la digitalizzazione è un atto strategico che unisce conservazione, accessibilità e valorizzazione“, ha sottolineato Alessandro Carellario, ad di Sinapsys. “Un’opportunità concreta per rafforzare l’identità culturale e generare impatti duraturi“. Durante l’incontro è stato presentato anche il secondo cantiere, in corso, dedicato alla digitalizzazione dell’archivio fotografico storico dell’ex Soprintendenza Archeologica della Calabria: oltre 215.000 immagini tra positivi, negativi, diapositive e lastre. Questo intervento è curato dalla società Dabimus s.r.l., con il coordinamento di Nicola Barbuti e il contributo degli operatori Elisabetta Gargano, Valentina Sardone, Giorgio e Nicola Amato, insieme al personale interno del Museo e all’architetto Antonino Giordano.

Un lavoro di squadra

Per entrambi i progetti, la direzione dell’esecuzione è affidata alla funzionaria archeologa Daniela Costanzo, mentre i referenti della Digital Library sono Fabiana Ciafrei, Cinzia Gallo e Maria Rosaria Luberto. Con questo progetto, il MArRC conferma il proprio ruolo di polo culturale innovativo, impegnato nella tutela e diffusione del patrimonio archeologico calabrese, in sinergia con il Ministero e le altre istituzioni del territorio.

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