In Calabria torna sotto i riflettori il tema dei tempi di intervento del 118. L’episodio più recente arriva da Soverato, dove – secondo quanto segnalato – un’ambulanza sarebbe arrivata circa quaranta minuti dopo la chiamata di emergenza.
A rendere pubblica la vicenda è stato il consigliere regionale del Partito Democratico ed ex sindaco di Soverato, Ernesto Alecci, che ha presentato un’interrogazione in Consiglio regionale per chiedere chiarimenti sulla gestione del servizio di emergenza.
Secondo la ricostruzione fornita dallo stesso Alecci, una persona si sarebbe accasciata in strada nel centro cittadino, rendendo necessario l’intervento del 118. L’ambulanza sarebbe però arrivata solo dopo una lunga attesa, con il rischio – sottolinea il consigliere – di gravi complicazioni per il paziente.
Alecci ha parlato di una situazione che non sarebbe isolata, ma che rientrerebbe in un quadro più ampio di criticità. In una nota diffusa nei giorni scorsi ha dichiarato che si tratta di «una situazione grave», spiegando che episodi simili vengono segnalati con frequenza crescente in diverse aree della regione.
Tempi di soccorso oltre gli standard nazionali
Nel suo intervento pubblico, Alecci ha richiamato anche i dati relativi ai tempi medi di risposta del servizio di emergenza nelle diverse aziende sanitarie calabresi.
Secondo le cifre citate dal consigliere regionale, le medie sarebbero di circa 28 minuti nell’Asp di Crotone, 30 minuti nelle aree di Catanzaro e Reggio Calabria, 31 minuti a Cosenza e 35 minuti nella provincia di Vibo Valentia.
Valori che – sempre secondo quanto sostenuto da Alecci – supererebbero lo standard nazionale di riferimento, fissato intorno ai 18 minuti tra la chiamata e l’arrivo del mezzo di soccorso.
Il consigliere ha inoltre ricordato che, in base a dati resi pubblici da Agenas, il ritardo oltre i venti minuti rappresenterebbe un parametro rilevante nella valutazione dell’efficienza del servizio sanitario territoriale.
L’interrogazione in Consiglio regionale
Per questo motivo Alecci ha depositato una interrogazione formale alla Regione Calabria, chiedendo di chiarire diversi aspetti operativi del sistema di emergenza.
Tra le informazioni richieste figurano i tempi medi di intervento del 118 negli ultimi dodici mesi, con particolare attenzione alle differenze tra aree urbane e zone rurali. Il consigliere ha inoltre sollecitato dati specifici sul territorio di Soverato e sulle misure previste per evitare il ripetersi di ritardi analoghi.
Nel documento si chiede anche di conoscere quante ambulanze siano attualmente operative per turno, se vi siano carenze di personale sanitario o amministrativo e quali interventi siano in programma per rafforzare il parco mezzi e le centrali operative.
Un ulteriore punto riguarda la pianificazione regionale: Alecci domanda se esista un piano per allineare i tempi di risposta agli standard nazionali, con eventuali monitoraggi periodici e sistemi di verifica sulle aziende sanitarie provinciali.
Il nodo dei medici cubani nel sistema sanitario
Il dibattito sui servizi sanitari regionali si intreccia anche con un’altra questione che negli ultimi mesi ha animato il confronto politico: la presenza dei medici cubani nelle strutture calabresi.
Secondo quanto riportato nel dibattito pubblico, la Calabria continua a fare affidamento su questo contingente di professionisti sanitari per fronteggiare la carenza di personale medico. Tuttavia la permanenza dei professionisti provenienti da Cuba è diventata oggetto di discussione anche a livello internazionale.
Il tema sarà al centro di un incontro promosso dall’associazione Italia-Cuba a Catanzaro, previsto per il giorno successivo alla pubblicazione della notizia. All’iniziativa sono attesi l’ambasciatore della Repubblica di Cuba in Italia, Jorge Luis Cordero Aguilera, e la console Arasay D’Angelo Pereira.
L’appuntamento, programmato a Palazzo De Nobili, si inserisce in un dibattito più ampio sul ruolo dei medici stranieri nel sistema sanitario regionale e sulle prospettive future della collaborazione tra Calabria e l’isola caraibica.
Un sistema sanitario sotto osservazione
La vicenda dell’ambulanza arrivata in ritardo a Soverato si inserisce dunque in un contesto più ampio che riguarda l’organizzazione dei servizi di emergenza sanitaria in Calabria.
Attraverso l’interrogazione presentata in Consiglio regionale, il consigliere Ernesto Alecci ha chiesto alla Regione dati aggiornati e verificabili per comprendere se i ritardi segnalati rappresentino episodi isolati o un problema strutturale del sistema 118.
Le risposte attese dalle istituzioni regionali dovranno chiarire l’entità delle criticità e le eventuali misure previste per migliorare tempi di intervento, dotazione di mezzi e personale sanitario sul territorio.









