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4 Marzo 2026
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“Basta emergenze tampone”: l’allarme della presidente dell’Ordine dei Medici di Cosenza

Carenze di personale, pensionamenti non sostituiti e norme provvisorie mettono in difficoltà ospedali e territorio. Mollica invita a un nuovo patto sociale tra medici e cittadini

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“La crisi del Servizio sanitario nazionale non è più emergenziale ma strutturale”. Agata Mollica, presidente dell’Ordine dei Medici e degli Odontoiatri di Cosenza, lancia un monito chiaro: servono visione, programmazione e rispetto del ruolo dei professionisti.

“La sanità deve tornare a mettere al centro il paziente, soprattutto quello fragile – sottolinea – garantendo diagnosi appropriate, percorsi di cura efficienti e continuità assistenziale”.

Il medico tra competenza tecnica e valori etici

Per Mollica, il medico non può essere ridotto a semplice esecutore di prestazioni. “È un tecnico qualificato, ma soprattutto portatore di valori etici al servizio della collettività”. Da qui la necessità di un nuovo patto sociale con i cittadini, basato sull’alleanza terapeutica e sulla fiducia reciproca.

Emergenza personale e mancanza di programmazione

Anni di scelte orientate all’emergenza hanno prodotto blocchi del turn over, carenze di personale e pensionamenti non sostituiti. “Formiamo medici di alto livello, ma poi li perdiamo perché molti scelgono di lavorare all’estero. Nel frattempo, richiamiamo in servizio medici già in pensione: un rimedio tampone che non può diventare metodo”.

Riforme e ascolto dei professionisti

La recente riorganizzazione del sistema sanitario richiede un confronto reale. “Le riforme non possono restare enunciazioni di principio – avverte Mollica – devono essere costruite ascoltando chi lavora ogni giorno in ospedali e territori, spesso segnati da fragilità organizzative”.

Fondamentale è anche garantire condizioni di lavoro dignitose, percorsi di carriera chiari e formazione continua, per assicurare un’assistenza globale e integrata tra territorio e ospedale.

Aggiornamento obbligatorio e regole uguali per tutti

Sul tema dei medici stranieri, la presidente è netta: “Non possono rappresentare la soluzione strutturale alla carenza di personale. Gli ECM devono valere per tutti: italiani e stranieri”. Dal 2026 chi non raggiungerà almeno il 70% dei crediti non potrà esercitare, a garanzia della qualità professionale.

Il messaggio finale: responsabilità e prospettiva

Mollica conclude con un appello alla responsabilità collettiva: “Non basta incentivare economicamente il trasferimento di medici nel SSR. Serve dare ai professionisti la certezza di poter operare in scienza e coscienza, in organizzazioni efficienti e orientate esclusivamente all’interesse delle comunità”.

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