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6 Febbraio 2026
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Blocco dei ricoveri alla Dulbecco di Catanzaro, è la terza volta: emergenza continua o caos gestionale?

Altri stop nel giro di poche settimane. Reparti sotto pressione e posti letto vuoti. Tra note contraddittorie, tensioni interne e manovre sui vertici si rischia la paralisi

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Per la terza volta in poche settimane, l’Azienda Ospedaliero-Universitaria “Renato Dulbecco” di Catanzaro si trova costretta a sospendere temporaneamente i ricoveri ordinari programmati. Una decisione formalizzata con una nota della Direzione Sanitaria, datata 5 febbraio 2026, che dispone lo stop alle accettazioni ed il trasferimento in urgenza dei pazienti indifferibili dal pronto soccorso alle unità operative disponibili.

Secondo quanto riportato nella comunicazione odierna, la sospensione si rende necessaria “in ragione dell’urgenza e della mancata disponibilità di tutti gli indirizzi di posta elettronica di riferimento” e per garantire una corretta trasmissione delle indicazioni operative. Il provvedimento riguarda i presìdi ospedalieri aziendali e prevede lo stop ai ricoveri programmati fino a nuova comunicazione.

Il terzo blocco in poche settimane

Si tratta, tuttavia, del terzo provvedimento analogo adottato in un arco temporale molto ristretto.

Il primo era arrivato durante le festività di fine anno, in concomitanza con le criticità legate al servizio sanitario nel periodo del Capodanno RAI. Il secondo si era reso necessario nelle settimane successive, nel pieno del picco influenzale che aveva messo sotto pressione i pronto soccorso e i reparti di medicina.

Tuttavia, in entrambe le circostanze, molti dei posti letto, soprattutto presso il presidio di Germaneto, erano rimasti vuoti. Ora questo nuovo stop, a distanza di pochi giorni dal precedente, alimenta interrogativi sulla tenuta organizzativa dell’azienda, soprattutto in un contesto sanitario regionale e sulla possibilità di poter programmare l’attività ordinaria.

Le polemiche sulla gestione

Il provvedimento arriva in un clima già segnato negli ultimi giorni da tensioni interne, riunioni sindacali e discussioni pubbliche sui metodi gestionali adottati dalla struttura commissariale ed in particolare dal Direttore Sanitario facente funzione, Sergio Petrillo.

Negli ultimi mesi, da più parti, sia tra il personale sanitario, sindacati e ambienti istituzionali, si chiede chiarezza nei percorsi assistenziali, in particolare quelli che riguardano i trasferimenti dei pazienti dal Pugliese agli altri presidi dell’Azienda, sempre più lasciati alle responsabilità dei singoli medici di guardia.

A rendere ancora più acceso il clima, va ricordata l’appropinquarsi della scadenza per la presentazione delle domande come Direttore generale della Dulbecco. A questo proposito si registrano veri e propri “fan club”, anche sui social con tanto di supporters e di magliette celebrative. Non da meno va ricordato il documento firmato da molti consiglieri comunali di Catanzaro, a sostegno dell’attuale management della Dulbecco.

Si sussurra che questa presa di posizione così forte sia stata la conseguenza di un ipotetico scambio di commissarie sull’asse Catanzaro – Reggio Calabria.

Un segnale di criticità strutturali

A oggi, il ripetersi dei blocchi dei ricoveri, in un periodo relativamente breve, viene interpretato da molti operatori come il segnale di una difficoltà non più episodica, ma strutturale.

La sospensione dei ricoveri programmati, infatti, rappresenta una misura straordinaria che incide direttamente sulle liste d’attesa e sulla continuità delle cure, tra queste ricordiamo l’area oncologica e chirurgica, dove anche poche ore possono fare la differenza tra vita e morte.

Il rischio, secondo diverse fonti sanitarie, è che la ripetizione di questi provvedimenti finisca per trasformare l’eccezione in regola, con conseguenze sulla tenuta del sistema ospedaliero dell’area centrale della Calabria.

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