24 Settembre 2026
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Dall’assistenza all’autonomia: in Calabria 20 Centri Polivalenti per autismo e neurosviluppo

Oltre 10 milioni di euro per percorsi personalizzati, sport, formazione e inserimento pre-lavorativo. Polimeni: "Servizi in cui sviluppare capacità, coltivare relazioni e progettare il futuro"

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Una rete regionale di servizi per accompagnare giovani e adulti con disturbi dello spettro autistico e del neurosviluppo verso percorsi di autonomia, inclusione e partecipazione. È questo l’obiettivo della misura “Centri Aperti. Vite Libere”, presentata dall’assessore regionale al Welfare Pasqualina Straface, sulla quale interviene il consigliere regionale di Forza Italia Marco Polimeni.

Il progetto prevede una dotazione finanziaria superiore ai 10,3 milioni di euro per l’avvio e il potenziamento di 20 Centri Polivalenti distribuiti sul territorio calabrese, organizzati in macroaree corrispondenti ai distretti sociosanitari. L’iniziativa punta a rafforzare la prossimità dei servizi e a ridurre le difficoltà che spesso accompagnano il passaggio dall’età evolutiva a quella adulta.

Polimeni: “Un passo concreto per costruire autonomia”

Secondo Marco Polimeni, la misura rappresenta un intervento rivolto non soltanto alla dimensione assistenziale, ma anche allo sviluppo delle capacità personali e delle relazioni sociali.

“Con ‘Centri Aperti. Vite Libere’ la Calabria compie un passo concreto: costruisce una rete di servizi in cui giovani e adulti con disturbi dello spettro autistico e del neurosviluppo possano sviluppare le proprie capacità, coltivare relazioni e progettare il futuro”, afferma il consigliere regionale.

L’impostazione della misura regionale punta infatti a una presa in carico più ampia, con percorsi personalizzati costruiti attraverso l’integrazione tra servizi sociali e sanitari.

Il passaggio all’età adulta e il sostegno alle famiglie

Uno degli aspetti sui quali Polimeni concentra l’attenzione è quello della continuità dei servizi dopo la conclusione dei percorsi scolastici e nel passaggio dall’assistenza dedicata all’età evolutiva a quella rivolta agli adulti.

“È una risposta attesa dalle famiglie, che troppo spesso affrontano da sole le difficoltà legate alla continuità dei servizi, soprattutto nel passaggio dall’adolescenza all’età adulta”, sottolinea.

La misura regionale individua in particolare la fascia 16-40 anni, con l’obiettivo di intervenire in quella fase nella quale, secondo l’impostazione del progetto, possono emergere condizioni di isolamento e una maggiore dipendenza dalle famiglie. I nuovi centri sono pensati come strutture semiresidenziali aperte al territorio e alla comunità.

Dall’autonomia personale all’inserimento lavorativo

All’interno dei Centri Polivalenti potranno essere sviluppati progetti individualizzati attraverso attività differenti: dai laboratori artistici e musicali allo sport, dai percorsi per l’autonomia personale e domestica alla formazione e all’orientamento pre-lavorativo.

“Nei centri – prosegue Polimeni – l’integrazione sociosanitaria accompagnerà la costruzione di progetti di vita personalizzati”.

Un’impostazione che comprende anche il sostegno alle famiglie e ai caregiver, attraverso attività e servizi destinati a ridurre il carico assistenziale e a favorire una maggiore autonomia delle persone coinvolte. Il progetto regionale contempla inoltre attività teatrali e informatiche, parent training e collaborazioni con istituti professionali, enti di formazione e altri soggetti presenti sul territorio.

Ambiti sociali, Asp e Terzo settore: la coprogettazione

La rete prevista dalla Regione si fonda sulla collaborazione tra Ambiti territoriali sociali, Enti del Terzo settore, Aziende sanitarie provinciali e istituzioni scolastiche e formative.

Per Polimeni, proprio questa integrazione può consentire ai nuovi centri di diventare strutture realmente inserite nelle comunità locali.

“La coprogettazione tra Ambiti territoriali sociali ed enti del Terzo settore, insieme al partenariato con le Asp e gli istituti scolastici e professionali, potrà fare di questi centri luoghi aperti alla comunità”, afferma il consigliere regionale.

La Regione ha previsto che i Comuni capofila delle 20 macroaree coinvolgano anche i centri più piccoli e le aree interne, con l’obiettivo dichiarato di rendere più omogeneo l’accesso ai servizi sul territorio calabrese.

“Al centro le persone e il valore delle famiglie”

Polimeni conclude esprimendo apprezzamento per il lavoro svolto dall’assessore Pasqualina Straface e dagli uffici regionali impegnati nella definizione della misura.

Per il consigliere regionale, “Centri Aperti. Vite Libere” è una misura che “mette al centro le persone, riconosce il valore delle famiglie e offre strumenti concreti per costruire autonomia e inclusione”.

Il progetto, presentato dalla Regione il 23 settembre, entra così nella fase di attuazione dell’avviso per l’apertura e il potenziamento dei 20 Centri Polivalenti, con una rete pensata per collegare interventi sanitari, sociali, educativi e di inclusione all’interno delle comunità calabresi.

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