Lunedì 16 gennaio il Consiglio regionale si riunirà in seduta monotematica per affrontare la cronica carenza di personale medico che sta mettendo sotto pressione numerosi ospedali del territorio.
La convocazione è maturata al termine della Conferenza dei capigruppo, presieduta da Salvatore Cirillo, ed è il frutto di un impegno assunto nei giorni scorsi durante la visita al presidio di protesta per l’ospedale di Polistena.
I casi Polistena e Locri e l’urgenza di intervenire
A far precipitare la situazione sono stati, in particolare, i casi di Polistena e Locri, dove la mancanza di anestesisti-rianimatori ha raggiunto livelli critici, mettendo a rischio la piena operatività dei reparti e la programmazione delle attività chirurgiche.
Un’emergenza aggravata dall’impossibilità normativa di prorogare ulteriormente i contratti dei professionisti già in servizio, con il concreto pericolo di sospensione delle prestazioni essenziali.
Il nodo dell’emendamento nazionale
Durante quella visita, alla presenza del deputato e coordinatore regionale di Forza Italia Francesco Cannizzaro, era stata annunciata la presentazione di un emendamento al decreto Milleproroghe, già accompagnato dal parere favorevole del Governo, per consentire ai medici in pensione di continuare a operare negli ospedali calabresi.
Una misura di respiro nazionale che, tuttavia, richiede tempi tecnici stimati in circa due mesi, giudicati incompatibili con le condizioni attuali della sanità regionale.
La proposta di legge regionale depositata
Per colmare questo vuoto temporale, Cirillo aveva anticipato l’intenzione di avviare un percorso legislativo regionale. La proposta è stata formalmente depositata oggi a Palazzo Campanella ed è stata assegnata alla Terza Commissione Sanità per l’esame di merito e alla Seconda Commissione per il parere finanziario.
Il testo porta la firma dello stesso Cirillo e dei capigruppo di maggioranza Brutto, Giannetta, Mattiani, Caputo e Pitaro.
Obiettivo: continuità assistenziale
La proposta introduce misure straordinarie e temporanee per rafforzare il Servizio sanitario regionale, soprattutto nelle aree interne e nei reparti più esposti alle carenze di organico.
Nella relazione illustrativa si evidenzia che “la sanità calabrese attraversa una fase di profonda riorganizzazione ma persistono difficoltà strutturali nel reperimento di personale medico qualificato attraverso le procedure ordinarie”.
Medici in quiescenza di nuovo operativi
Il cuore della proposta è il conferimento di incarichi di lavoro autonomo a medici già collocati in quiescenza, valorizzando competenze ed esperienza maturate nel corso della carriera.
I professionisti potranno essere impiegati nei servizi di emergenza-urgenza e nei reparti maggiormente in sofferenza, come Pronto Soccorso, Anestesia, Medicina Interna, Chirurgia Generale e Continuità Assistenziale.
Requisiti, durata e controlli
La legge stabilisce criteri precisi: i medici dovranno possedere idoneità psicofisica e non aver subito sanzioni disciplinari gravi negli ultimi cinque anni. Gli incarichi avranno una durata massima di 12 mesi, rinnovabile una sola volta.
È inoltre previsto un sistema di monitoraggio stringente: le Aziende sanitarie dovranno trasmettere relazioni dettagliate alla Regione, mentre la Giunta informerà annualmente il Consiglio sullo stato di attuazione della norma.
Copertura finanziaria senza nuovi oneri
Secondo i proponenti, la misura non comporterà costi aggiuntivi per il bilancio regionale. Le risorse necessarie saranno reperite all’interno dei fondi già stanziati dalle Aziende sanitarie per il personale e le prestazioni sanitarie.
Una risposta tampone in attesa delle riforme
La proposta si configura come uno strumento ponte, pensato per evitare il collasso dei servizi essenziali in attesa dell’entrata in vigore delle soluzioni strutturali a livello nazionale e del completamento dei piani di assunzione a tempo indeterminato.
Un passaggio che il Consiglio regionale sarà chiamato a valutare già nella seduta del 16 gennaio, in un clima di forte attenzione istituzionale e sociale.









