Da piu di un decennio buono la Calabria è diventata la sua seconda terra. Quando vi ritorna (spesso), ritrova amici veri, pazienti affezionati, ma anche stimoli professionali nuovi.
Il che non è secondario nel rapporto affettivo intessuto tra uno scienziato di rango e una terra bisognosa di affetto (sanitario). Mario Rampa è un giovane ma già affermato chirurgo senologo esperto in oncoplastica presso l’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano.
E’ anche direttore medico della Lega Italiana lotta ai Tumori LILT Milano, Monza e Brianza, e da sempre è al centro di campagne di prevenzione che incontrano il favore di tutte le generazioni perché concepite con il linguaggio della semplicità.
Professore, come evolve la ricerca contro il cancro al seno?
“La ricerca sul tumore al seno negli ultimi anni non ha fatto un passo avanti, ne ha fatti cento. Oggi non parliamo più di “un” tumore al seno, ma di tanti tumori diversi, ciascuno con una propria identità biologica. Questo ha cambiato radicalmente l’approccio terapeutico: non più cure uguali per tutte le pazienti, ma terapie sempre più personalizzate, mirate sulle caratteristiche biologiche della malattia. Accanto alla chirurgia, che resta un pilastro, abbiamo farmaci intelligenti, immunoterapie, terapie target che colpiscono selettivamente le cellule tumorali riducendo gli effetti collaterali. E poi c’è la diagnostica, che oggi ci permette di scoprire tumori sempre più piccoli. Il vero progresso è stato proprio questo: siamo riusciti a trasformare una malattia che mieteva tante vittime e spaventava per la sua imprevedibilità in una patologia sempre più controllabile e che ha una sopravvivenza a 5 anni in oltre il 92% dei casi. Tornando al mio ambito di chirurgo, fare diagnosi precoce mi permette di poter guarire le pazienti con interventi chirurgici sempre più mini invasivi grazie ai quali si riescono ad ottenere risultati estetici straordinari. Ovviamente siamo nell’ambito della chirurgia oncologica, non si può avere come metro di paragone gli interventi con finalità esclusivamente estetiche, questo è sempre da tenere nella giusta considerazione”.
Lei fa la spola tra Milano e la Calabria ormai da lungo tempo. Rispetto a qualche anno fa, nota più consapevolezza sul valore della prevenzione?
“Sono oramai 13 anni che mensilmente vengo a Lamezia Terme, e per rispondere alla vostra domanda: sì, c’è molta più consapevolezza e lo noto in modo molto concreto. A Milano la cultura della prevenzione è ormai strutturata da anni, le donne conoscono l’importanza dei controlli periodici e li vivono come un’abitudine di salute, non come un allarme. In Calabria, negli anni, ho visto un cambiamento significativo. C’è più informazione, più attenzione, più richiesta di controlli spontanei e questa è proprio la strada giusta. Certo, esistono ancora differenze organizzative, ma la sensibilità ai temi della prevenzione è cresciuta ed è successo grazie anche ai tanti bravi colleghi calabresi ed alle associazioni che quotidianamente lavorano per diffondere la cultura della prevenzione. Al giorno d’oggi le giovani donne fanno domande, vogliono capire, cercano centri di riferimento. Questo è un segnale molto positivo, perché la prevenzione non è solo un esame diagnostico: è una scelta di consapevolezza”.
L’afflizione che la patologia tumorale genera è anche estetica, psicologica. Questo sta sdoganando un approccio multifattoriale al problema, è così?
“Assolutamente sì. Il tumore al seno non è solo una malattia dell’organo, è una malattia che tocca identità, femminilità, percezione di sé e di riflesso tutto il nucleo familiare. Per questo oggi l’approccio non può essere esclusivamente chirurgico o oncologico. Parliamo di chirurgia conservativa, di ricostruzione immediata, di prioritaria attenzione al risultato estetico, ma anche di supporto psicologico, nutrizionale, riabilitativo. È un lavoro di squadra. Il concetto è semplice: non dobbiamo curare solo la malattia, dobbiamo prenderci cura della persona. Questo cambio di paradigma è uno dei progressi più importanti degli ultimi anni ed è anche uno dei motivi per il quale effettuo mensilmente le prime visite ed i controlli a Lamezia Terme ma gli interventi chirurgici li eseguo all’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano dove l’equipe multi disciplinare della nostra Breast Unit si prende cura delle pazienti che vengono da tutte le regioni d’Italia ed in numero sempre maggiore dall’estero”.
Perché sono tante le donne che si ammalano di tumore al seno?
“Il tumore al seno è la neoplasia più frequente nella popolazione femminile (si stimano circa 56000 nuove diagnosi in Italia nel 2025 oltre che circa 800 uomini), e questo dipende da diversi fattori. Innanzitutto dall’età: viviamo più a lungo, sopravviviamo sempre di più ad eventi cardiovascolari acuti e l’aumento dell’aspettativa di vita comporta un maggior numero di diagnosi. Poi ci sono fattori ormonali, genetici, stili di vita, alimentazione, l’abuso di alcool, il fumo, la sedentarietà. Ma c’è anche un altro elemento da considerare: oggi diagnostichiamo molto di più e molto prima rispetto al passato. È importante sottolineare un dato rassicurante: all’aumento delle diagnosi corrisponde anche un aumento significativo delle guarigioni. Questo significa che il nostro lavoro funziona: stiamo scoprendo tumori in fasi sempre più precoci e li stiamo trattando con strumenti sempre più efficaci. La parola chiave resta una: prevenzione!”









