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25 Febbraio 2026
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Reggio Calabria fa scuola: al Gom parto in acqua e fertilità oncologica, due percorsi d’eccellenza per le donne

La Uoc di Ostetricia e Ginecologia introduce due percorsi pionieristici, tra cui la chirurgia per preservare la fertilità e il parto in acqua, offrendo un modello di assistenza completo, sicuro e all’avanguardia

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Il Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria consolida il suo ruolo di eccellenza regionale presentando due percorsi innovativi nel campo dell’ostetricia e ginecologia, pensati per offrire un’assistenza avanzata alle donne. L’ospedale si conferma centro di riferimento in Calabria sia per la maternità sia per la preservazione della fertilità oncologica, distinguendosi per la qualità delle cure, l’innovazione tecnologica e l’approccio multidisciplinare.

Preservare la fertilità oncologica con la Fertility Sparing Surgery

Il percorso di Fertility Sparing Surgery nasce per tutelare la fertilità delle pazienti colpite da patologie oncologiche, consentendo loro di affrontare le terapie senza rinunciare al desiderio di maternità. L’iniziativa integra oncologia, ginecologia e consulenze riproduttive in un unico percorso strutturato e coordinato, volto a garantire attenzione personalizzata, tempestività nelle decisioni terapeutiche e supporto psicologico.

Tiziana Frittelli, Commissario Straordinario del Gom, ha sottolineato come l’ospedale, nonostante i tassi di denatalità in Italia, esegua oltre 2.000 parti l’anno e stia costruendo un percorso virtuoso che tutela la fertilità anche nei casi oncologici. L’obiettivo a lungo termine è creare un Centro per la Fertilità, unico in Calabria e secondo in Italia dopo l’Emilia Romagna, dedicato in particolare alla preservazione della fertilità oncologica.

Parto in acqua: innovazione e sicurezza per le future mamme

Il secondo percorso presentato riguarda il parto in acqua, una pratica gestita in totale sicurezza grazie a sale parto moderne e a blocchi operatori al piano. Stefano Palomba, direttore della Uoc di Ostetricia e Ginecologia, ha spiegato come il parto in acqua permetta di ridurre le complicanze e migliorare l’esperienza della nascita, offrendo alle future mamme un percorso integrato e supportato dal team di Neonatologia. L’iniziativa testimonia l’attenzione del Gom a coniugare innovazione tecnologica e qualità dell’assistenza, valorizzando la sicurezza e il benessere della donna.

Un progetto multidisciplinare per la donna

Il successo dei due percorsi è frutto della collaborazione di numerosi specialisti, tra cui oncologi, ginecologi, chirurghi, anestesisti, psicologi e professionisti di altre discipline. Questo approccio multidisciplinare consente di affrontare in modo completo le esigenze della paziente, integrando aspetti medici, psicologici e sociali e garantendo un percorso personalizzato e sicuro. I professionisti coinvolti hanno sottolineato come il progetto metta al centro la donna, offrendo strumenti concreti per affrontare sia le sfide della maternità sia quelle legate alle malattie oncologiche.

Numeri e rilevanza sociale

In Italia vengono diagnosticati quotidianamente circa 30 nuovi casi di neoplasia maligna in donne di età inferiore ai 40 anni, con un forte impatto sulla vita riproduttiva. La possibilità di preservare la fertilità non rappresenta solo un beneficio biologico, ma anche psicologico e sociale, assicurando alle pazienti la continuità del progetto di vita e la possibilità di costruire una famiglia. Le linee guida Aiom evidenziano che la qualità della vita e la possibilità di genitorialità futura devono essere parte integrante dell’assistenza oncologica, confermando l’importanza di percorsi come quelli del Gom.

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