Nelle sale della Galleria Nazionale di Cosenza, a Cosenza, si è chiuso il ventesimo convegno scientifico della Fondazione Lilli Funaro, due giornate – il 27 e 28 febbraio – dedicate al rapporto tra intelligenza artificiale e presa in carico del paziente oncologico.
Il tema scelto, “Prendersi cura: il valore della presa in carico e dell’assistenza al paziente di fronte ai cambiamenti determinati dall’Intelligenza Artificiale”, ha messo al centro non solo l’innovazione tecnologica, ma la dimensione umana della medicina. Una continuità ideale con l’edizione precedente, che aveva già aperto il confronto sulle trasformazioni digitali nella sanità.
Il valore della multidisciplinarietà
Sotto la direzione scientifica del dottor Maurizio Berardelli, il convegno ha riunito esperti nazionali, professionisti del territorio e rappresentanti di strutture d’eccellenza. Al centro del dibattito: diagnostica digitale, reti oncologiche regionali, nuovi modelli organizzativi per garantire equità nell’accesso alle terapie.
La prima giornata si è aperta con un encomio solenne al professor Giovanni Gasbarrini, professore emerito di Medicina Interna all’Università Cattolica del Sacro Cuore, insignito del riconoscimento “Una vita per il prossimo, per la scienza e per la ricerca”.
Contributi significativi sono arrivati anche dalla delegazione di Humanitas Gavazzeni e Castelli, realtà dove l’AI è già integrata nei percorsi clinici. Un confronto concreto tra esperienze maturate sul campo e prospettive future.
L’AI in sala operatoria
Nel campo della chirurgia oncologica, l’intelligenza artificiale non sostituisce la decisione clinica, ma la supporta. I sistemi di elaborazione in tempo reale delle immagini intraoperatorie consentono di definire con maggiore precisione i margini di resezione, preservando tessuti sani e riducendo i rischi.
Robotica e algoritmi, è stato ribadito durante i lavori, rappresentano strumenti che amplificano la capacità del chirurgo, migliorando sicurezza e recupero post-operatorio. L’innovazione, dunque, come alleata della competenza medica.
Le parole della Fondazione
«Una fondazione come la nostra deve rimanere al passo con i tempi e leggere i cambiamenti in atto nel mondo della cura», ha dichiarato il responsabile scientifico Maurizio Berardelli. «L’obiettivo è creare un luogo di incontro tra professionisti e giovani ricercatori. Manteniamo grande attenzione verso tutte le figure coinvolte, non solo i medici ma anche chi opera accanto al paziente e alla sua famiglia. Questo è il senso del nostro approccio multidisciplinare».
Michele Funaro, portavoce della Fondazione, ha tracciato il bilancio di vent’anni di attività: «In vent’anni abbiamo sostenuto oltre ottanta giovani ricercatori, destinando più di 280 mila euro a progetti specifici. L’intelligenza artificiale si innesta nei percorsi di cura, ma resta fondamentale mantenere uno sguardo attento su chi vive la malattia».
Investire sui giovani ricercatori
La chiusura del convegno ha coinciso con l’assegnazione di sei borse di studio, appuntamento che dal 2004 traduce in azione concreta l’impegno della Fondazione nata in memoria di Lilli Funaro.
I riconoscimenti hanno premiato progetti di ricerca su tumore al seno, mieloma multiplo, screening molecolare e nuove strategie terapeutiche, coinvolgendo laboratori dell’Università della Calabria e dell’Università degli Studi Magna Graecia di Catanzaro.
Il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto ha sottolineato «il valore degli investimenti in formazione e ricerca e le opportunità che l’intelligenza artificiale può offrire alla sanità».
Il rettore dell’Università della Calabria Gianluigi Greco ha evidenziato «la necessità di progetti comuni per costruire una sanità all’altezza dei cittadini», indicando nelle borse di studio «un segnale concreto per chi sceglie la strada della ricerca».
Il convegno rientra nel progetto “Con Lilli per una Calabria solidale e accogliente”, finanziato con risorse Pac 2014/2020 e nell’ambito dell’iniziativa regionale “Calabria Straordinaria”.
La Fondazione proseguirà nel corso dell’anno con attività solidali e culturali finalizzate al sostegno della ricerca e all’acquisto di attrezzature per i reparti ospedalieri.









