Una settimana dopo la sentenza del Tar che ha confermato la decadenza dell’accreditamento regionale della clinica Sant’Anna Hospital, i sindacati Cgil e Uil tornano a bussare alla porta del Prefetto di Catanzaro. Chiedono un incontro urgente per fare chiarezza sul futuro dei 95 dipendenti licenziati, e soprattutto delle loro famiglie. Il clima, raccontano, è quello di un’attesa esasperante, tra illusioni alimentate e rinvii infiniti, mentre la struttura resta formalmente chiusa e il tempo continua a passare.
Il verdetto del Tar: accreditamento addio
Breve riepilogo della situazione. Il Sant’Anna Hospital di Catanzaro ha perso definitivamente l’accreditamento. Il Tar Calabria ha respinto il ricorso presentato dalla curatela fallimentare, confermando la validità del decreto regionale che, nel giugno 2024, aveva sancito la decadenza dell’accreditamento per numerosi reparti, tra cui Cardiochirurgia, Cardiologia con Emodinamica, UTIC, Terapia Intensiva, Chirurgia Vascolare, Chirurgia Ambulatoriale e Riabilitazione .
I giudici hanno sottolineato che la clinica non ha presentato per tempo la documentazione necessaria per il rinnovo dell’accreditamento, rendendo inevitabile la decadenza. Le ricadute occupazionali, pur riconosciute, non sono state ritenute sufficienti per annullare il provvedimento.
La cardiochirurgia privata scompare
Con la chiusura del Sant’Anna Hospital, la cardiochirurgia privata in Calabria scompare. I 20 posti letto precedentemente accreditati potrebbero essere redistribuiti tra le strutture pubbliche, come l’Azienda ospedaliera di Cosenza e il GOM di Reggio Calabria, ma al momento non ci sono decisioni ufficiali in merito. Nonostante le gravi conseguenze occupazionali e sanitarie, la politica regionale sembra aver voltato pagina. Il Commissario alla Sanità, Roberto Occhiuto, ha confermato la decadenza dell’accreditamento, e la Regione non ha mostrato segnali di voler intervenire per salvare la struttura o tutelare i lavoratori coinvolti.
Intanto la beffa. La cardiochirurgia regionale, nonostante la crescente domanda, rimane ferma. Con la perdita dell’accreditamento di Sant’Anna, la Calabria ha perso uno dei soli due centri abilitati. Adesso l’intero sistema si regge su 39 posti letto. Un danno alla sanità pubblica e privata che si consuma nel silenzio generale.
I sindacati chiedono l’intervento del Prefetto
Di fronte all’inerzia delle istituzioni, i sindacati hanno chiesto un incontro urgente con il Prefetto di Catanzaro, De Rosa, per discutere della situazione e trovare soluzioni concrete. La richiesta è stata avanzata anche alla Confindustria, alla curatela fallimentare e al Gruppo Citrigno, che aveva manifestato interesse per la gestione della struttura.
Quasi 100 lavoratori senza prospettive
La perdita dell’accreditamento ha lasciato 95 dipendenti senza lavoro e senza prospettive chiare. I sindacati hanno espresso profonda preoccupazione per la situazione, sottolineando l’urgenza di trovare soluzioni concrete per salvaguardare i posti di lavoro e garantire il diritto alla salute dei cittadini. La vicenda del Sant’Anna Hospital rappresenta l’ennesimo colpo alla sanità calabrese, già provata da anni di tagli e inefficienze. La perdita di una struttura d’eccellenza come il Sant’Anna lascia un vuoto difficile da colmare, sia in termini di offerta sanitaria che di occupazione.








