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9 Marzo 2026
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“La mia vita vale zero per lo Stato”: la denuncia della paziente oncologica Katia Colloca

Appelli ignorati al governatore Occhiuto, la rabbia e l’amarezza: “Tanti malati hanno perso la voglia di curarsi”. Il grazie ai medici e all’Osservatorio civico che le sono stati accanto

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Non lasciamola sola. Katia Colloca continua a lottare non solo contro la sua malattia, ma anche contro un Sistema sanitario pubblico sordo. La paziente oncologica vibonese nei giorni scorsi aveva puntato il dito contro il governatore nonché commissario della Sanità calabrese Roberto Occhiuto.

Purtroppo tanti ammalati come me hanno perso la voglia di curarsi”. È questa la dura denuncia di Katia Colloca, la quale, da tempo, stigmatizza l’indifferenza ai suoi appelli da parte del capo della governance regionale Occhiuto. La donna, alle prese con la sua grave patologia, si aspettava un’accoglienza diversa da parte del “dominus” del Sistema sanitario calabrese, il quale non avrebbe prestato particolare attenzione alle sue richieste.

Il ringraziamento ai medici e all’Osservatorio civico

La paziente oncologica, in questo “mare magnum” di confusione e di assenza della politica, trova però la forza di ringraziare i medici e i componenti dell’Osservatorio Civico “Città Attiva” che le sono stati vicini nel lungo calvario della malattia. La paziente oncologica, già nei mesi scorsi, aveva diffuso sui Social molteplici appelli, indirizzati tutti al governatore Occhiuto. Nonostante ciò non è mai arrivata alcuna risposta dal presidente e commissario.

La denuncia di Katia Colloca non è stata mai personale, ma ha cercato sempre di dare voce a tutti coloro che vivono la sua stessa situazione. Per questo esercito di ammalati ha chiesto garanzie per i servizi sanitari e per il diritto alla salute. In tutti questi mesi di solitudine, la donna ha espresso tutta la propria gratitudine all’avvocato Daniela Primerano e a Francesco Guzzo dell’Osservatorio Civico “Città Attiva” di Vibo Valentia.

Katia Colloca ha rivolto lo stesso ringraziamento ai medici che le hanno espresso sostegno e vicinanza. Parole di forte stima ha rivolto, soprattutto, alla presidente dell’Osservatorio civico Daniela Primerano: “Daniela Primerano – afferma – è una donna che ammiro tanto, perché continua a battersi, ormai da anni, senza indietreggiare mai insieme a Francesca Guzzo e al suo comitato “Osservatorio Civico Città Attiva” e che prego di non arrendersi mai”.

L’affondo contro Occhiuto

La signora Colloca, inoltre, non risparmia un duro affondo al governatore Occhiuto: “Quanto vale la vita di un calabrese per lo Stato italiano? Beh, io sono la prova vivente che la nostra vita vale zero per loro; ne abbiamo avuto la conferma il 9 dicembre, quando ho chiesto un aiuto concreto al governatore per la disperazione. Visto come ha reagito la politica io sarei potuta anche morire. Tanto non sarebbe interessato a nessuno. Non finirò mai di ricordare che non si è preoccupato nessuno della mia situazione. Solo ed esclusivamente i sanitari, che non smetterò mai di ringraziare, hanno prestato attenzione alla mia grave patologia. Mi hanno aiutata in modo immediato. Anche il popolo mi è stato vicino”.

Amareggiata per tanta indifferenza, la signora Colloca conclude: “La gente finalmente si sta rendendo conto della gravità della situazione in cui ci troviamo. Mi fa ribrezzo questo atteggiamento da parte delle istituzioni. Non so dove arriveremo continuando così. Ho paura quando sento che ci sono persone che sono in difficoltà e che soffrono, perché io so per certo che così si rischia di morire realmente. Credo e sono sicura di una cosa; se noi avessimo la possibilità di entrare nella testa di questa gente, per vedere cosa gli passa, ne vedremmo delle belle”.

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