La Regione Calabria annuncia un importante rafforzamento della rete pubblica dedicata alla Procreazione Medicalmente Assistita (PMA). L’assessore regionale al Welfare, Pasqualina Straface, ha confermato che saranno realizzati due nuovi centri di eccellenza, uno nel Nord e uno nel Sud della regione, con l’obiettivo di garantire una copertura geografica uniforme, migliorare l’accesso ai servizi e contrastare la migrazione sanitaria verso altre regioni.
Il progetto si aggiunge al primo centro pubblico di primo livello già operativo presso l’Azienda Ospedaliera Universitaria “Renato Dulbecco” di Catanzaro, che registra ottime performance nell’assistenza alle coppie.
Denatalità, una vera emergenza sociale
Nel corso del IV Convegno S.I.R.U. Calabria dedicato alla denatalità, Straface ha sottolineato che il calo delle nascite “non è una semplice questione statistica, ma una vera emergenza sociale che incide sul futuro della Calabria”.
L’invecchiamento della popolazione, il calo demografico e la riduzione della forza lavoro mettono a rischio la sostenibilità del welfare e la vitalità delle comunità locali, ha spiegato l’assessore.
Per contrastare il fenomeno, la Regione punta su un approccio integrato che prevede: potenziamento delle competenze e strutture specialistiche, incremento delle risorse economiche e organizzative, e dialogo costante tra scienza, istituzioni e operatori sanitari.
Politiche per famiglie e giovani
Straface ha sottolineato che la denatalità può essere affrontata solo costruendo una Calabria in cui i giovani abbiano prospettive concrete e dove diventare genitori non significhi affrontare ostacoli burocratici o economici.
Per questo motivo, la Regione promuove politiche stabili e mirate, capaci di sostenere le famiglie dalla conciliazione vita-lavoro ai servizi educativi di qualità, assicurando percorsi di assistenza completi dalla nascita alla crescita dei figli.
Collaborazione con la comunità scientifica
“La sfida della denatalità si vince solo con una responsabilità collettiva”, ha concluso Straface, invitando la comunità scientifica a proporre soluzioni concrete e condivise. L’obiettivo è costruire un percorso stabile, multidisciplinare e sostenibile, in grado di rafforzare la rete PMA e rendere la Calabria un territorio attrattivo anche per pazienti provenienti da altre regioni.









