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7 Marzo 2026
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Mancanza reagenti, la Dulbecco smentisce: “Nessuna carenza, esami endocrinologici disponibili”

Il management replica alle dichiarazioni del consigliere regionale Enzo Bruno e parla di comunicazione distorta che avrebbe generato allarme tra i cittadini

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L’Azienda ospedaliero-universitaria Dulbecco di Catanzaro interviene per chiarire alcune notizie circolate nelle ultime ore sulla presunta mancanza di reagenti nei laboratori.

Secondo quanto comunicato dal management, “non si è verificata alcuna sospensione delle attività diagnostiche, e i principali esami di laboratorio continuano a essere regolarmente eseguiti”.

Tra questi rientrano diversi dosaggi ormonali utilizzati nella diagnostica endocrinologica, fondamentali per il monitoraggio di numerose patologie.

La replica alle dichiarazioni politiche

L’azienda contesta inoltre le dichiarazioni del consigliere regionale Enzo Bruno, accusato di aver “utilizzato in modo improprio una comunicazione interna proveniente dall’unità operativa di Patologia clinica del presidio di Germaneto“.

Secondo la direzione aziendale, il documento citato non era destinato all’esterno e il suo contenuto sarebbe stato “interpretato in maniera distorta, generando un allarme ingiustificato tra i cittadini“.

La rete dei laboratori garantisce il servizio

La Dulbecco ricorda che l’azienda dispone di più laboratori distribuiti nei diversi presidi ospedalieri, una struttura resa possibile anche dall’integrazione tra le due precedenti aziende sanitarie.

Questo sistema consente di assicurare continuità nelle prestazioni diagnostiche, sia per i pazienti ricoverati sia per l’utenza dell’intero territorio regionale.

Riorganizzazione dei servizi in corso

Il management evidenzia inoltre che è in corso un processo di riorganizzazione della rete dei laboratori, con l’obiettivo di migliorare l’efficienza dei servizi e superare eventuali duplicazioni di attività che incidono sui costi aziendali.

Il progetto, spiegano dalla direzione, viene portato avanti con il coinvolgimento dei direttori delle unità operative e dei capi dipartimento per rafforzare l’offerta sanitaria e puntare su prestazioni sempre più specialistiche e qualificate.

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