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6 Marzo 2026
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Calabria
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Milleproroghe, ossigeno per la sanità: medici in corsia fino a 72 anni anche nel 2026. Salvi Polistena e Locri

Il Governo estende la deroga per scongiurare la chiusura dei reparti. La misura salva i presidi d'emergenza in Calabria

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Il Governo tenta di arginare l’emergenza organici negli ospedali italiani con un nuovo “allungamento di vita” professionale per i medici più esperti. Attraverso un emendamento al decreto Milleproroghe, annunciato dal Ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, viene estesa a tutto il 2026 la possibilità per medici e dirigenti ospedalieri di restare in servizio fino a 72 anni, superando il limite ordinario dei 70.

La norma, che sarebbe scaduta a fine 2025, non solo trattiene chi è già in servizio, ma apre le porte delle corsie anche ai medici già in pensione che non abbiano ancora superato la soglia dei 72 anni e desiderino rientrare su base volontaria. Secondo il Ministro Ciriani, il provvedimento è il risultato di un confronto diretto con il Ministro della Salute Orazio Schillaci e con Palazzo Chigi, seguendo la linea già tracciata per i medici di famiglia, il cui rinvio della pensione può arrivare oggi fino ai 73 anni.

L’allarme dei sindacati e la tenuta dei reparti

La decisione dell’Esecutivo risponde all’allarme lanciato dalla Federazione Cimo-Fesmed. Il sindacato aveva denunciato come circa 5.000 professionisti a livello nazionale fossero rimasti in attività grazie alle precedenti deroghe, diventando presenze “indispensabili per garantire turni e continuità assistenziale”. Senza questo ulteriore rinvio, la fuga di migliaia di medici senior avrebbe rischiato di paralizzare interi reparti, rendendo impossibile la copertura dei servizi minimi.

Il caso Calabria: salvi gli ospedali di Polistena e Locri

L’urgenza della proroga ha trovato il suo epicentro politico e sociale in Calabria, dove la crisi del personale rischiava di cancellare presidi sanitari vitali. Esponenti di spicco di Forza Italia, tra cui il Presidente della Regione Roberto Occhiuto e il vice capogruppo alla Camera Francesco Cannizzaro, avevano sollecitato con forza l’intervento governativo dopo mesi di mobilitazione popolare.

Il rischio più concreto riguardava l’ospedale di Polistena, in provincia di Reggio Calabria: qui, il mancato rinnovo della norma avrebbe potuto determinare la chiusura del reparto di Anestesia e Rianimazione, privando un intero comprensorio di un servizio salva-vita. Analoghe criticità erano state segnalate per l’ospedale di Locri. Per questi territori, la proroga rappresenta una misura di sopravvivenza essenziale, già preannunciata ai comitati civici dai vertici calabresi di Forza Italia all’inizio di gennaio.

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