L’Università Magna Graecia di Catanzaro coordina il progetto “No MOR Pain” (PRIN PNRR 2022), una iniziativa scientifica di rilievo nazionale sostenuta dall’Unione Europea tramite il fondo Next Generation EU. L’obiettivo è sviluppare nuovi modelli di cura personalizzati per pazienti affetti da dolore cronico, in particolare fibromialgia, andando oltre le terapie farmacologiche convenzionali. Il progetto coinvolge anche l’Università di Messina e l’Università dell’Aquila, con un approccio multidisciplinare e traslazionale.
Focus scientifico: il recettore oppioide MOR
Il cuore del progetto consiste nello studio della modulazione del recettore oppioide MOR (Mu-Opioid Receptor), strumento chiave per personalizzare le terapie. Durante un recente incontro scientifico a Catanzaro, sono intervenuti Francesco Brancati (Università dell’Aquila) e Daniela Caccamo (Università di Messina), approfondendo i ruoli della medicina di precisione e dei biomarcatori. Studi specifici hanno esplorato la correlazione tra stress ossidativo, sistema immunitario e recettori in patologie complesse come fibromialgia e osteoartrosi.
Ricerca applicata e valorizzazione del territorio
Oltre alle innovazioni scientifiche, il progetto valorizza prodotti locali dalle proprietà terapeutiche, come il bergamotto, aprendo nuove prospettive di prevenzione e promozione della salute pubblica. “No MOR Pain” si conferma così un modello di eccellenza in grado di coniugare ricerca avanzata, innovazione sociale e valorizzazione delle risorse territoriali.









