Un primo risultato nella vicenda dei prelievi domiciliari all’Inrca di Cosenza. A comunicarlo è l’Associazione Diritti, Prevenzione e Sicurezza (ADPS), impegnata da oltre un anno nel monitoraggio delle criticità del presidio sanitario e nella tutela dell’accesso ai servizi pubblici, con particolare attenzione alle persone anziane, fragili e non autosufficienti.
Al centro della segnalazione c’era la procedura adottata dall’INRCA, che prevedeva la compilazione di un modulo attraverso il quale venivano attribuite al medico curante responsabilità relative all’intera fase pre-analitica del campione biologico. Secondo l’associazione, tale impostazione non sarebbe risultata conforme al quadro normativo regionale, anche perché il medico avrebbe potuto essere chiamato a rispondere di attività non svolte direttamente.
La questione era stata sottoposta all’attenzione della Regione Calabria dalla consigliera regionale Elisa Scutellà, attraverso l’interrogazione n. 109 del 15 giugno 2026. L’atto istituzionale chiedeva verifiche sulla procedura e garanzie rispetto all’accesso ai prelievi domiciliari da parte delle fasce più vulnerabili della popolazione.
Adps: “Apprezzamento per l’intervento della consigliera Scutellà”
L’Adps esprime soddisfazione per l’attenzione riservata alla vicenda dalla consigliera Scutellà, sottolineando il ruolo dell’iniziativa consiliare nel portare la problematica nelle sedi istituzionali competenti.
Dopo l’intervento regionale, riferisce l’associazione, la precedente procedura è stata accantonata e il modulo è stato sostituito. La nuova modulistica attribuirebbe le responsabilità al personale sanitario che esegue materialmente il prelievo o la raccolta del campione, intervenendo così su uno degli aspetti principali sollevati da Adps.
Per l’associazione, si tratta di un cambiamento che consente di superare la criticità segnalata e rappresenta un esempio di come il confronto tra cittadini, organizzazioni e istituzioni possa produrre modifiche nell’organizzazione dei servizi sanitari.
Cup e ticket, resta il nodo del contingentamento degli accessi
Archiviata la questione relativa ai prelievi domiciliari, l’attenzione dell’Associazione Diritti, Prevenzione e Sicurezza si concentra ora sul funzionamento del Cup/Ticket dell’INRCA di Cosenza.
Con una nota trasmessa il 19 agosto 2026, ADPS ha chiesto alla Regione Calabria un intervento sul sistema di contingentamento degli accessi agli sportelli. Attualmente, secondo quanto riportato dall’associazione, sono previsti 60 numeri nella fascia mattutina e 30 in quella pomeridiana.
La principale criticità evidenziata riguarda la possibile differenza tra gli orari ufficialmente comunicati e l’effettiva possibilità di usufruire del servizio. Sulla base delle segnalazioni raccolte, i numeri disponibili si esaurirebbero spesso con largo anticipo rispetto all’orario di chiusura degli sportelli.
Per questo motivo, ADPS sollecita verifiche puntuali da parte degli organi regionali e chiede che, qualora le problematiche venissero confermate, siano valutate modifiche alle attuali modalità organizzative.
L’associazione: “La sanità deve essere realmente accessibile”
Nel comunicato diffuso il 23 settembre, l’Adps ribadisce la necessità di garantire un accesso effettivo ai servizi sanitari, soprattutto per i cittadini che incontrano maggiori difficoltà negli spostamenti o nella gestione delle procedure.
“Un primo problema è stato superato attraverso l’attenzione e l’intervento delle istituzioni. Ora attendiamo risposte altrettanto concrete sul Cup. La sanità deve essere realmente accessibile, soprattutto per anziani e cittadini fragili. Adps continuerà a vigilare e a intervenire ogni volta che sarà necessario tutelare i diritti dei cittadini”, dichiara l’associazione.
Il prossimo obiettivo indicato da Adps è dunque l’apertura di un confronto sul sistema di prenotazione e accesso agli sportelli dell’Inrca di Cosenza, con l’intento di verificare se le modalità attuali siano adeguate alle esigenze dell’utenza.













