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1 Marzo 2026
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Sanità a Catanzaro, Di Lieto attacca: “Briciole al Pugliese, privilegi a Germaneto”

Durissimo affondo del presidente regionale del Codacons sulla sanità di Catanzaro: “700mila euro al Pronto soccorso del Pugliese sono un’elemosina”. “Il cittadino è costretto a farsi l’autodiagnosi”

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La sanità catanzarese torna al centro della polemica. Con parole pesantissime, Di Lieto, presidente regionale del Codacons Calabria, denuncia una “ingiustizia distributiva senza precedenti” tra il presidio ospedaliero Pugliese e l’area universitaria di Germaneto, parlando apertamente di disparità di risorse e di una gestione che metterebbe a rischio i cittadini.

“Briciole al Pugliese, privilegi a Germaneto”

Briciole al ‘Pugliese’, privilegi a ‘Germaneto’”, afferma Di Lieto, contestando quella che definisce una narrazione politica distante dalla realtà.

Mentre la politica brinda ad un sistema policentrico, la realtà descrive una ingiustizia distributiva senza precedenti”, sostiene. Nel mirino i 700mila euro destinati al Pronto Soccorso del Pugliese, cifra ritenuta del tutto insufficiente.

È una elemosina elettorale, una verniciata su una struttura che scoppia”, attacca, sottolineando come le risorse destinate all’area universitaria sarebbero invece molto più consistenti, pur gestendo – secondo la sua ricostruzione – prevalentemente casi di bassa intensità.

Il nodo del Pronto Soccorso e la “bassa intensità”

Secondo Di Lieto, il modello attuale favorirebbe Germaneto, lasciando al Pugliese il peso delle emergenze più gravi.

A Germaneto si selezionano i casi facili, quelli che non sporcano i camici, permettendo carriere e ricerca nel silenzio asettico, lontano dall’odore del sangue e della morte imminente”, afferma con toni durissimi.

Di contro, “al Pugliese si scarica la carne da cannone, i politraumi e l’emergenza disperata, lasciando medici e pazienti a combattere in un inferno sotto-finanziato”.

Parole che fotografano, secondo l’esponente, un sistema sanitario diviso tra comfort accademico e trincea ospedaliera.

“Il cittadino costretto alla roulette russa”

La critica si spinge oltre l’organizzazione sanitaria, toccando il tema della responsabilità individuale del paziente.

Il vero dramma è il triage fai-da-te”, denuncia Di Lieto. “In preda al dolore, l’utente deve farsi la diagnosi da solo: vado a Germaneto o al Pugliese?”.

E ancora: “Se sbagli strada e la tua diagnosi non è corretta, la responsabilità è solo tua. I baroni diranno che non avevano i mezzi, la politica parlerà di specializzazione, e tu resterai l’unico colpevole di aver sbagliato diagnosi mentre muori”.

Una visione che definisce la sanità cittadina come una “lotteria diagnostica”, dove la scelta del presidio potrebbe fare la differenza tra la vita e la morte.

La sanità di Catanzaro al centro dello scontro

Il tema della riorganizzazione ospedaliera a Catanzaro resta dunque al centro del dibattito pubblico. Da una parte la difesa del modello policentrico e dell’integrazione università-ospedale, dall’altra l’accusa di squilibri e sottofinanziamento delle strutture di emergenza.

Di Lieto chiude con una frase destinata a far discutere: “A Catanzaro la vita del cittadino vale meno della comodità di un barone”.

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