La gestione della sanità catanzarese finisce nuovamente al centro del dibattito politico attraverso le parole di Francesco Pitaro, già consigliere regionale del PD. L’analisi parte dalla discussa istituzione di un presidio ridotto a Germaneto, definita da Pitaro come una “benevola concessione” che non risolve i problemi strutturali di una città “negli ultimi 5 anni colpita nei suoi storici punti di forza pubblici e privati“.
Secondo l’esponente dem, è urgente definire una strategia precisa che affronti le piaghe croniche del territorio: “dalla carenza di strutture per la medicina territoriale alle liste d’attesa che violano i limiti di legge”. Questa situazione, denuncia Pitaro, “colpisce i soggetti più fragili, come anziani e malati cronici, costringendoli a rinunciare alle cure o a ricorrere al privato a proprie spese“.
L’emergenza al Pugliese-Ciaccio e l’obbligo del Mater Domini
Il focus si sposta sulla pressione insostenibile che grava sul Pronto Soccorso dell’Ospedale Pugliese-Ciaccio. Per Pitaro, la condizione di “eccezionale disagio” è attualmente fronteggiata solo grazie al sacrificio degli operatori sanitari. La soluzione tecnica e normativa esiste già e non può essere ignorata. “La soluzione non può che essere la realizzazione del secondo Pronto soccorso al Presidio Mater Domini – incalza Pitaro – ricordando che tale intervento è previsto da atti formali e vincolanti. La legge regionale del 2021 che ha sancito la nascita dell’Azienda unica “Renato Dulbecco”; il protocollo siglato nel 2023 tra il Commissario Roberto Occhiuto e il Rettore pro tempore dell’UMG”.
Responsabilità politiche e atti formali
Pitaro respinge con fermezza ogni giustificazione basata sulla complessità burocratica: “C’è poco da tergiversare o paventarne l’impossibilità per la complessità delle procedure attuative“. Il rischio, avverte l’ex consigliere, è che la legge e il protocollo vengano ridotti a “carta straccia“.
Se l’impegno non verrà mantenuto, l’accusa è di aver utilizzato l’integrazione ospedaliera e la promessa di un grande polo sanitario del Sud solo per “speculazioni elettoralistiche“. In conclusione, Pitaro solleva una questione di merito sulla natura del servizio: “trattandosi di un presidio vitale per l’emergenza-urgenza, il mancato adempimento di quanto promesso e sottoscritto genera responsabilità a mio avviso non solo politiche“.









