29 Novembre 2025
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Calabria

Sanità a due velocità: Vibo e Reggio penalizzate dal nuovo piano. Risorse dimezzate rispetto al resto della Calabria

Il nuovo decreto regionale sui tetti di spesa mette in luce un divario netto nella sanità territoriale. I dati pro capite mostrano come le due province restino stabilmente in fondo alla classifica

Il Decreto n. 302 del 25 novembre 2025 ridisegna il sistema dei tetti di finanziamento destinati alle prestazioni sanitarie e socio-sanitarie erogate dalla rete territoriale accreditata in Calabria. Nel documento, firmato dal Commissario ad acta Roberto Occhiuto e pubblicato sul BURC n. 234 del 26 novembre 2025, vengono fissate le risorse che ciascuna ASP potrà utilizzare tra il 2025 e il 2027. Si tratta di un provvedimento molto articolato, accompagnato da tabelle dettagliate che riportano valori certi, dai quali emerge con chiarezza come la distribuzione dei fondi, una volta rapportata alla popolazione residente nelle singole province, produca divari significativi nel finanziamento pro capite.

Il decreto prevede aggiornamenti basati sulle nuove tariffe introdotte il 9 giugno 2025 e contempla anche integrazioni specifiche rivolte alle ASP di Crotone, Vibo Valentia e Reggio Calabria, motivate da esigenze puntuali esplicitate nel testo. Questi correttivi, tuttavia, non sono sufficienti a eliminare differenze sostanziali, che continuano a emergere quando si rapportano tetti di spesa e popolazione residente.

La media regionale e un divario che resta evidente

Secondo i dati ufficiali riportati nelle tabelle allegate al decreto, la media regionale pro capite si attesta a 109,59 euro nel triennio 2022-2024, per poi salire a 116,87 euro nel 2025 e raggiungere 122,06 euro nel biennio 2026-2027. Questa crescita generale, però, non si traduce in una distribuzione omogenea tra i territori, poiché i valori provinciali registrano scostamenti molto diversi dal dato medio.

L’analisi degli stessi dati evidenzia che Crotone mantiene costantemente i livelli più alti di finanziamento per abitante, con una quota pari a 217,52 euro nel triennio 2022-2024, che sale a 233,13 euro nel 2025 e raggiunge 244,27 euro nel 2026-2027. Anche la relazione istruttoria inserita nel provvedimento ricorda che su questo territorio gravano spese legate ai progetti OBERON dedicati ai pazienti in stato vegetativo e di minima coscienza, che necessitano di fondi aggiuntivi in via continuativa.

Accanto a Crotone, le province di Cosenza e Catanzaro si collocano in modo stabile sopra la media regionale. Cosenza, con i suoi 669.239 residenti, registra valori pro capite pari a 120,48 euro nel triennio 2022-2024, 128,05 euro nel 2025 e 133,46 euro nel biennio successivo. Catanzaro segue un andamento analogo, con 121,66 euro, 131,10 euro e 137,84 euro per gli stessi periodi. Si tratta di scostamenti positivi ma più moderati rispetto al caso crotonese.

Reggio Calabria cresce ma rimane sotto la media

Una situazione diversa emerge osservando i finanziamenti destinati alla città metropolitana di Reggio Calabria, che con 511.935 residenti continua a collocarsi stabilmente al di sotto della media regionale. Gli importi pro capite registrati dal decreto sono di 76,61 euro nel triennio 2022-2024, di 80,87 euro nel 2025 e di 83,90 euro nel 2026-2027. Il divario rispetto alla media regionale è netto in tutti i periodi considerati, e anche se gli incrementi previsti per gli anni successivi permettono una crescita progressiva, lo scarto resta comunque marcato.

Il decreto motiva parte di queste risorse aggiuntive richiamando il processo di riconversione delle strutture psichiatriche “miste”, avviato dall’ASP di Reggio Calabria e accompagnato da un budget dedicato per sostenere la transizione verso modelli assistenziali coerenti con la programmazione regionale. Anche in presenza di queste integrazioni, però, il posizionamento complessivo della provincia rimane tra i più bassi della Calabria.

Il caso Vibo Valentia, ancora una volta fanalino di coda

Il quadro diventa ancora più evidente prendendo in considerazione i finanziamenti attribuiti alla provincia di Vibo Valentia, che si conferma la realtà più penalizzata della regione. Con 150.197 residenti, l’ASP vibonese registra valori pro capite pari a 30,16 euro nel triennio 2022-2024, che salgono a 32,56 euro nel 2025 e a 34,28 euro nel 2026-2027. Nonostante il decreto riconosca esplicitamente la presenza di carenze assistenziali molto gravi, elencate nella nota dell’ASP del 15 maggio 2025, la distanza dalla media regionale resta ampia e strutturale.

Nel provvedimento vengono citate assenze significative, tra cui RSA medicalizzate, moduli SLA, riabilitazione residenziale e diurna, salute mentale, che costringono molti cittadini a spostarsi fuori provincia o fuori regione. È proprio per questo motivo che al territorio vibonese viene assegnata un’integrazione finalizzata ad aumentare del 50% le prestazioni acquistabili, ma anche questo incremento non basta a colmare la forbice con le altre province.

Una fotografia chiara: risorse non omogenee tra i territori

La lettura dei dati ufficiali del decreto mostra che la crescita della spesa regionale non ha prodotto una distribuzione uniforme delle risorse. I numeri riportati nel BURC dimostrano che la Calabria continua a presentare forti differenze interne: Crotone dispone del finanziamento pro capite più elevato della regione, Cosenza e Catanzaro rimangono poco sopra la media, Reggio Calabria cresce ma resta indietro, e Vibo Valentia si conferma la provincia con il livello più basso di finanziamento pro capite in tutto il territorio regionale.

È una fotografia numerica, non politica, ricavata esclusivamente dalle tabelle ufficiali del Decreto n. 302/2025, e rappresenta un elemento centrale per comprendere le condizioni attuali dell’assistenza territoriale in Calabria e le sfide che il sistema sanitario regionale dovrà affrontare nei prossimi anni.

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